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Il mito Ornellaia, i cinesi Leon Liang e Demei Li: i vincitori del premio internazionale Vinitaly

Madeline Puckette, founder del portale “Wine Folly”, celebre per le sue infografiche sul vino, premiata come “The Wine Communicator of the Year

Un’icona del grande vino italiano nel mondo, due pionieri della cultura del vino in Cina, una delle esperienze di comunicazione digitali di maggior successo in Usa: sono i vincitori del premio Internazionale Vinitaly 2019, assegnato al grande rosso bolgherese Ornellaia, per la sua eccellenza qualitativa, Leon Liang, tra i fondatori della più importante e innovativa scuola di educazione al vino in Cina, Grapea, e Demei Li, l’enologo che per primo ha portato un vino cinese a vincere un premio internazionale, e professore associato di Wine Tasting ed Enologia al Beijing Agriculture College, oltre a Madeline Puckette, founder del portale “Wine Folly”, celebre per le sue infografiche sul vino, premiata come “The Wine Communicator of the Year”.

“Ornellaia è un nome simbolo del made in Italy. Nata nel 1982, quindi solo in tempi recenti, ha raggiunto l’eccellenza - si legge nelle motivazioni del premio - con una gamma di prodotti di indiscusso valore che tutto il mondo ci invidia. Il vino bandiera dell’azienda, l’Ornellaia Bolgheri Rosso, è un vero cult wine italiano, come anche il 100% Merlot Masseto. Guidata da Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato, e appartenente al gruppo toscano Frescobaldi, Ornellaia ha contribuito, insieme ad altre aziende locali di grande fama e valore, a dare vita a una denominazione - Bolgheri - dove prima esisteva per lo più una Toscana selvaggia e costiera. Giovanni Geddes da Filicaja ha saputo inoltre creare un vero e proprio brand trasformando la tenuta in uno scrigno di opere d’arte, chiamando ogni anno un artista di fama internazionale (nel progetto “Vendemmia d’Artista, che ha già distribuito oltre 2 milioni di euro alle più ndr) a creare l’etichetta e a firmare una serie unica di 111 bottiglie di grande formato, battute all’asta e contese da appassionati e collezionisti di tutto il mondo”.

“Leon Liang da oltre 10 anni è un grande cultore e appassionato del vino italiano che conosce a fondo dopo molti soggiorni di studio e approfondimento nel nostro paese. Insieme a Yang Lv, unico Master of Sommelier cinese, ha fondato Grapea - spiega Vinitaly - la più importante e innovativa scuola di educazione al vino del Paese. Con tale struttura, ricca di un team di oltre 20 persone che solo nel 2018 ha condotto più di 150 seminari e wine tasting in 14 città locali, operano le più importanti associazioni internazionali nel mondo del vino e un numero crescente di consorzi italiani. Leon Liang, proprio per questo, sta diventando un punto di riferimento essenziale del mercato del vino in Cina, anche attraverso la sua straordinaria capacità di saper raggiungere sia il mondo del trade che quello degli end-consumer cinesi e di evidenziare al contempo le specificità uniche del prodotto di qualità italiano, dove diversità e talento imprenditoriale si fondono in uno straordinario “unicum”. Leon Liang rappresenta quindi l’esponente più significativo della rinascita dei fine wine importati nel paese e risulta un interlocutore indispensabile per capire i trend di sviluppo e i futuri scenari del vino in Cina”.

Ancora, “Demei Li è professore associato di Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università dell’Agricoltura di Pechino e uno dei docenti in visita all’Es, Ecole Superieur d’Agriculture a Angers, in Francia. È uno dei più importanti enologi cinesi ed è stato più volte riconosciuto come uno dei motori trainanti del miglioramento delle cantine del Paese. È stato il primo responsabile di produzione (nonché direttore del reparto tecnico) del progetto franco-cinese Domaine Franco Chinois. È consulente per svariate cantine in Cina, comprese Helan Qingxue, Leirenshou in Ningxia, Tiansai e Zhongfei in Xinjiang. Proprio mentre lavorava per la Helan Qingxue, il vino Jia Bei Lan vinse l’International Trophy del Decanter World Wine Awards nel 2011: grazie a lui, per la prima volta un vino cinese si è aggiudicato l’ambito premio. Li è ormai diventato uno dei più bravi viticoltori della Cina e da tanti è considerato l’equivalente cinese di Michel Rolland. Grazie alla sua attività di consulente, in particolare nelle province di Ningxia e Xinjiang, a Li Demei si deve l’alto standard dei vini cinesi sul mercato globale. Nel 2012 ha vinto il Wine Intelligence 10-for-10 Business Award. Nel 2013 ha conseguito invece il Decanter Power List ed è stato nominato Top 10 Most Influential Wine Consultants da Drinks Business. Come cronista, Demei scrive per molte testate enologiche tra cui DecanterChina.com. È stato anche uno degli editorialisti per la quarta edizione dell’Oxford Companion to Wine”.

A proposito di Madeline Puckette, invece, si parla di una “giovane wine writer e blogger statunitense, è co-fondatrice di WineFolly.com, blog di grande successo, che offre informazioni e contenuti accessibili sul vino sia per i principianti che per gli esperti grazie a un’infografica educativa e una scrittura accattivante. Nel 2013 Puckette ha vinto il titolo The Wine Blogger of the Year e da allora pubblica su The Washington Post, The Wall Street Journal e The New York Times. Nel 2018 il suo Wine Folly: Magnum Edition, The Master Guide, si è classificato tra i top 5 libri di food&wine pairing venduti da Amazon. Oltre che negli Stati Uniti, il libro Wine Folly è stato lanciato in Gran Bretagna, Olanda, Cina, Giappone e Russia. Il Premio Communicator of the year, istituito in collaborazione con l’Iwsc - International Wine and Spirit Competition verrà consegnato a Londra il 13 novembre”.

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