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Il Mondo

Cibovino - Brunello: dalla cantina al museo. Il pregiato rosso ora rende omaggio alla sua storia ... Non bastavano la fama e i riconoscimanti di cui gode in tutto il mondo: adesso il Brunello di Montalcino ha anche un suo museo. Glielo ha appena regalato Stefano Cinelli Colombini proprietario della Fattoria dei Barbi (storico produttore di Brunello), oltre che il più giovane esponente di una antica famiglia patrizia senese che dal 1300 ha legato il suo nome a Montalcino e alla sua comunità. Un legame che ha portato il nonno di Stefano, Giovanni Colombini, a promuovere il restauro e la valorizzazione della Fortezza di Montalcino negli anni Trenta e Quaranta, e ora ha spinto il nipote a realizzare il Museo della comunità di Montalcino e del Brunello, mettendo a disposizione mille metri quadrati di antichi opifici della Fattoria dei Barbi creando al tempo stesso un museo virtuale di oltre 12 mila pagine di indiscutibile valore (www.museodelbrunello.it). Immerso tra vigne e boschi di lecci secolari, la visita del museo è la ciliegina di un percorso turistico che regala emozioni a ogni angolo. Se poi si approfitta dell’occasione per soffermarsi nel piacevole agriturismo dei Cinelli Colombini, magari per gustare nel ristorante la Taverna dei Barbi (0577/841200) l’ottima zuppa di funghi o i salumi e i formaggi di produzione propria accompagnati dai vini della casa (dal Brunello e dal Rosso di Montalcino al nuovo Birbone toscano igt), il gioco, come si dice, è fatto.

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