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Il Mondo

Ferrero, Radici & C. La Georgia degli italiani ... Tensioni internazionali. Le aziende che hanno attività nell’area caucasica... Volete diventare comproprietari di una vallata di montagna grande quasi la metà del Parco nazionale d’Abruzzo? Con foreste e boschi che si estendono per mila ettari, lungo pendii che si inerpicano fino a 2.600 metri di quota, bagnati da torrenti pescosissimi? Bene, con 50 mila euro l’affare è vostro. Unico problema: la vallata si trova nel Kakheti, nel Sudest della Georgia, al confine con Russia e Azerbaigian. Una regione caucasica rinomata per i suoi vini e la sua agricoltura, situata nell’angolo opposto al teatro di guerra delle ultime settimane. La valle è ancora di proprietà dello Stato ma è destinata a essere privatizzata. Nel frattempo, i titolari della concessione si sono decisi ad aprire la loro società a stranieri per sviluppare un progetto: trasformare la tenuta in una riserva di caccia.
«Un orso abbattuto rende fino a 15 mila euro, un camoscio almeno tremila, un cinghiale circa duemila», sintetizza Renato Loss, l’agronomo di Rovereto che li assiste. Ma anche per chi trova l’idea raccapricciante, la vallata offre opportunità di business: «Agriturismo, trekking, rafting, c’è anche un vecchio albergo da ristrutturare», aggiunge Loss. Da Otto anni in Georgia come consulente, Loss ha deciso, infine, di seguire l’esempio dei tanti imprenditori che ha assistito, avviando un’azienda agricola nei dintorni di Tbilisi. L’agricoltura, del resto, costituisce uno dei capisaldi dell’economia di questa piccola Repubblica, per oltre i due terzi formata campi, pascoli e boschi. Tutti ancora in pubblica. “Un ettaro di vigneto si può avere per 1.500 euro, contro i 500 mila di Rovereto”, continua l’agronomo, “in più trovano ancora begli appezzamenti, e un operaio specializzato costa 5 euro al giorno”.
Se ne sono accorti produttori vinicoli come i fratelli Baroncini, Bruna e Stefano, proprietari dell’omonima cantina di San Gimignano (Siena), che già cinque anni fa hanno acquistato un centinaio di ettari da queste parti per rifornirsi di uve.
Più ambizioso, invece, Donato Lanati, viticoltore del Monferrato che ha avviato sempre nel Kakheti un’azienda con 300 ettari di vigneti, per imbottigliare in loco ed esportare verso l’Europa...

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