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Il Mondo

Un vitgno da gran medaglia ... Tra i tanti vini premiati della Cantina di Soave, una particolare attenzione va all’Amarone Rocca Sveva 2000, etichetta vincente al salone internazionale Mundusvini. Successi ottenuti all’insegna della tecnologia e dell’ecologia... Duemiladuecento soci, 6 mila ettari vitati di proprietà, 27 linee di pigiatura, 35 milioni di bottiglie prodotte all’anno, commercializzate in più di 40 Paesi. Dieci marchi registrati in Italia e all’estero, un fatturato, quello del 2007, che si aggira intorno ai 70 milioni (di cui il 60% è rappresentato dall’export). Questi i numeri della Cantina Soave, la storica casa vinicola fondata nel 1898, situata nell’omonimo paese dell’entroterra veronese, che copre il 50% dell’intera produzione regionale di Valpolicella doc e il 48% di quella del Soave doc. Nei sei stabilimenti di proprietà della Cantina si producono i più importanti vini Veneti come il Soave, l’Amarone, il Recioto, il Bardolino e il Custoza. Ma tra i fiori all’occhiello dell’azienda veronese ci sono anche gli spumanti, prodotti con il metodo charmat come il Maximilian I o con quello classico come nel caso dell’Equipe 5 brut, il cui perlage fine e persistente abbinato alle note fruttate di mela, uva sultanina e canditi ha deliziato gli addetti ai lavori del Vinitaly che l’hanno fregiato con la Gran menzione. A fare incetta di riconoscimenti quest’anno è stato soprattutto il rosso doc Amarone Rocca Sveva 2000, insignito, solo un mese fa, con la Gran medaglia d’oro, dopo aver sbaragliato oltre 5 mila etichette concorrenti, al premio internazionale Mundusvini, il più importante concorso enologico del settore. “È un premio che ci riempie di soddisfazione”, ha commentato Bruno Trentini, direttore generale della Cantina di Soave, “che va ad aggiungersi a una lunga serie di successi, raccolti da questo vino, tra cui tengo a sottolineare il Trophy 2008 all’International wine challenge di Londra e la Gran medaglia d’oro al XVI concorso enologico internazionale tenutosi a Verona”. Questi apprezzamenti non fanno che mettere in risalto il lungo processo di selezione, a cui sono sottoposti quei vini di Cantina Soave, con il marchio Rocca Sveva, la cui produzione, nello stabilimento omonimo di 10 mila metri quadrati, non supera le 500 mila bottiglie l’anno. Un processo di qualità che ha tra i suoi punti di forza il terroir, con vitigni particolarmente votati alla produzione di uve autoctone, coltivati su 150 ettari collocati interamente su fascia collinare. Concorre all’eccellenza dei vini Rocca Sveva anche la tecnologia: “Il controllo satellitare permette il monitoraggio e la verifica, 24 ore su 24, di ogni singola particella produttiva mentre le performance delle uve dei soci selezionati vengono registrate in un grande database. Un sistema a raggi infrarossi analizza i campioni di mosto: le vibrazioni delle molecole consentono di individuare la salute dei grappoli”, spiega Trentini. Innovativa è anche l’iniziativa eco friendly adottata qualche mese fa dalla società. L’azienda veneta, infatti, è l’unica realtà italiana a utilizzare, per il 10% dei suoi prodotti, Slim, la bottiglia superleggera (325 grammi rispetto ai tradizionali 410) ed ecologica che farà risparmiare 255 tonnellate di vetro e ridurre l’impatto ambientale del 21%. Ma Borgo Rocca Sveva, con una media di 20 mila visitatori all’anno, è una struttura all’avanguardia anche per quello che può offrire ai turisti: un percorso guidato, che si snoda per 9 mila metri quadri sottoterra, tra grotte, barrique, sale per la vinificazione e l’affinamento. Completa l’offerta, in tema d’ospitalità, anche il moderno centro congressi polifunzionale, con una capienza massima di 800 persone e un wine shop dove durante i giorni feriali si possono degustare e acquistare i vini della Cantina.

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