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Il Mondo

Quel conte del Brunello ... Cibovino, Tenuta Col d’Orcia... Quando nel 2002 tutti i suoi colleghi hanno passato la mano, rinunciando a mettere in bottiglia il frutto di una delle peggiori vendemmie degli ultimi anni, ha fatto di testa sua, scegliendo i grappoli a uno a uno per creare una riserva di Brunello di Montalcino, che ha convinto anche gli esperti per la sua buona struttura e piacevolezza complessiva. Ma questo è solo un dettaglio del lavoro e della determinazione del conte Francesco Marone Cinzano, proprietario e presidente della tenuta Val d’Orcia, tra le aziende storiche della terra del Brunello e una delle più grandi con i suoi 142 ettari di vigne (106 iscritti a Brunello) in uno dei territorio viticoli più preziosi e più frammentati d’Italia.
Nel 1992, Marone Cinzano ha sostituito il padre Alberto alla testa della splendida proprietà che si stende per 540 ettari dal fiume Orcia fino al paese di S.Angelo in Colle, avviando una attività di ricerca e sperimentazione vitivinicole con le Università di Firenze, Pisa e Milano, potenziando la cura dell’ambiente e del patrimonio aziendale. L’impegno sta sicuramente
influenzando la qualità dei vini della sua cantina. Una collezione interessante che ha al suo vertice l’etichetta Poggio al Vento: una riserva di Brunello di Montalcino dagli ampi profumi, elegante e intensa che vanta un ricco medagliere. Convincente anche il più semplice (si fa per dire) Brunello di Montalcino 2004 che si beve con piacere accompagnando al meglio carni rosse, selvaggina e piatti saporiti della cucina toscana. Non mancano etichette da vitigni internazionali, come il più moderno rosso Nearco che raccoglie molti fan. Così come in questi mesi estivi, vale la pena di assaggiare i bianchi della cantina; lo Chardonnay Ghiaie bianche e soprattutto il Pinot grigio Sant’Antimo, fragrante e pulito (www.coldorcia.it).

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