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Il Mondo

In vino serenitas ... Bioagricoltura il caso Lageder... Alla filosofia steineriana e alle idee sul rapporto equilibrato e non conflittuale tra uomo e natura era abituato fin da piccolo. Ma solo sette anni fa, Alois Lageder, imprenditore altoatesino, grazie alla nuova sensibilità diffusa per la bioagricoltura, ha potuto realizzare il suo sogno: trasformare la grande azienda vitivinicola di famiglia, fondata nel 1823, in un modello integrale biodinamico. Non è stato facile, sia perché sono
occorsi almeno tre anni di graduale passaggio dalla metodologia tradizionale, con l’uso di prodotti chimici, alla tecnica naturale di rafforzamento della capacità delle viti di rispondere agli sbalzi climatici e agli attacchi dei parassiti. Non solo. È stato necessario anche arricchire la biodiversità dell’area con la diffusione di insetti e animali adatti a ricreare un ciclo biologico integrato. Per di più, tenendo conto di un territorio di 50 ettari, che corrispondono ai vitigni di proprietà della Lageder nella zona di Magrè, nella parte meridionale della provincia di Bolzano. Nella stessa zona si lavorano anche le uve conferite dai piccoli viticoltori indipendenti per altri 100 ettari con una produzione totale di 1,5 milioni di bottiglie all’anno, per il 70% di vini bianchi, con un fatturato 2010 di 13 milioni di euro, ai primi posti in assoluto tra le aziende della provincia. Il risultato di questo processo è visibile sui filari, più forti rispetto ai vitigni tradizionali (quelli ai confini vengono vinificati a parte per evitare ogni traccia di fitofarmaci e agenti chimici) e più equilibrati per resa di uve all’ettaro. “La produzione ora è naturalmente contenuta per dare un vino di qualità e non serve più tagliare i grappoli in luglio e agosto per arrivare allo stesso risultato: la biodinamica rafforza l’autenticità dei vini, esaltandone armonia, equilibrio ed eleganza”, spiega Lageder, alla guida dell’azienda dal 1974 alla scomparsa del padre e già affiancato parzialmente dal figlio Alois Clemens, 23 anni, che sta completando gli studi specializzati.

Sul fronte della strategia commerciale la Lageder ha ottenuto la certificazione biodinamica Demeter per la linea Tenutae Lageder mentre per le etichette Alois Lageder, che contengono il vino ottenuto con le uve conferite dagli altri viticoltori, valgono le qualificazioni normali, per arrivare alle bottiglie distribuite solo nella ristorazione qualificata (75%) e nelle enoteche, oltre ai negozi bio, a un prezzo al pubblico che va da 10 a 40 euro. La distribuzione italiana assorbe solo il 30% della produzione, in gran parte destinata all’estero, in particolare gli Stati Uniti e la Germania (con il 20% per Paese) e il Regno Unito. La presenza all’estero sta consentendo di cogliere la ripresa dei mercati per il vino made in Italy con la prospettiva di arrivare a fine anno con un incremento del giro di affari vicino al 10%.

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