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Il Sole 24 Ore

Antinori con Jermann più forte nei vini bianchi … Una grande operazione tra due cantine che condividono visioni molto simili sul vino, sulla qualità e sulla gestione di un’azienda familiare. È quanto ha detto al Food Industry Summit del Sole 24 Ore, Renzo Cotarella, amministratore delegato di Antinori, azienda leader del vino italiano che a marzo del 2021 ha rilevato un altro brand simbolo del made in Italy enologico, quello dell’etichetta friulana Jermann (realtà che conta su oltre 200 ettari di vigneto, no dei quali vitati e 20 in regime biologico). Un’acquisizione sulla quale dall’azienda toscana finora non era trapelato alcun commento (“non siamo un’azienda che comunica tanto” ha sottolineato Cotarella) ma che di certo ha rappresentato un importante punto di svolta. Antinori e Jermann sono tra i soci fondatori dell’Istituto Grandi Marchi, consorzio di brand premium del vino italiano nato nel 2004 mettendo insieme 18 etichette di u regioni (“alcune attive da decenni, altre da secoli” recita la homepage dell’Istituto) per la promozione del vino italiano di qualità sui mercati esteri. L’operazione Antinori-Jermann è stata la prima che ha coinvolto due brand dell’Istituto in quasi venti anni di attività del Consorzio. “Eravamo convinti di avere visioni simili - ha aggiunto Cotarella collegato dal Friuli dove era proprio per il Cda di Jermann - ma questi primi mesi di collaborazione ci siamo resi conto che la sintonia è totale. E non era scontato. Un conto è conoscersi, come io conosco da tempo Silvio Jermann, un’altra lavorare insieme”. Un’operazione di acquisizione che prevede in maniera chiara di lasciare intatta l’identità dell’azienda rilevata. “Non abbiamo cambiato nulla né sotto il profilo del prodotto né tantomeno sotto l’aspetto distributivo -ha detto l’ad di Antinori -. D’altro canto, perché cambiare ciò che ha avuto successo?”. Ma al di là della vision, Antinori ha visto in Jermann la possibilità di integrare e completare la propria offerta di prodotti premium. “Al di là di quella chicca enologica che sono i vini bianchi di Castello della Sala - ha aggiunto Renzo Contarella -Antinori è un'azienda famosa soprattutto per i vini rossi. È ai grandi vini rossi che abbiamo legato la nostra notorietà”. Al Tignanello e al Chianti Classico, a Montalcino e a Bolgheri solo per restare in Toscana, tra i rossi di casa Antinori vanno aggiunti i vini prodotti in Puglia, Piemonte e Oregon (per complessivi 2.73o ettari di vigneto e un fatturato 2021 di 265 milioni di euro). “Nell’acquisizione di Jermann - conclude Cotarella - abbiamo intravisto la possibilità di rafforzarci in maniera significativa anche nel segmento dei vini bianchi, di farlo con etichette friulane celebri come Vintage Tunina. Abbiamo scommesso sui vini bianchi non solo per realizzare un riequlibrio della nostra offerta ma anche perché siamo convinti che i bianchi abbiano un grande potenziale di crescita anche in linea con stili di vita più improntati alla leggerezza”.

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