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Il Sole 24 Ore

Agroalimentare, una spinta per cibo e vino … Il mercato Usa rappresenta il secondo sbocco subito alle spalle della Germania… “Il mercato Usa è già oggi il secondo mercato per l’agroalimentare italiano (il primo già da anni per il vino) alle spalle della Germania. Ma i tassi di crescita ci indicano che presto gli Stati Uniti diventeranno il primo sbocco. Pensavamo occorressero un paio di anni, grazie all’apprezzamento del dollaro sull’euro forse questo risultato sarà raggiunto prima”. Per il Presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, la parità euro-dollaro è un’opportunità per il food & wine made in Italy. “Sono certo che i risvolti positivi saranno maggiori di quelli negativi – aggiunge Vacondio – perché dalla parità non derivano solo effetti positivi. Siamo un paese di trasformatori che importano e trasformano materie prime agricole che produciamo ma non in proporzione al fabbisogno. E queste materie sono negoziate in dollari per cui i loro prezzi aumenteranno”. Si tratta in particolare di cereali ovvero di grano duro e tenero per pasta e prodotti da forno ma anche mais che rappresenta la base dell’alimentazione animale. “Circa il 70% dei 150 miliardi di fatturato dell’industria alimentare italiana – ha aggiunto Vacondio – dipende dai cereali. Altre materie prime che importiamo acquistandole in dollari sono il caffè, lo zucchero e l’olio di palma. Tuttavia resto convinto che i benefici prevarranno sui maggiori costi. Dove ci servirebbe un salo di qualità è sulla logistica, terreno sul quale dove la nuova parità purtroppo non avrà impatti positivi”. La parità euro-dollaro è invece senza dubbio un’ottima notizia per il vino made in Italy per il quale gli Stati Uniti sono da anni il primo mercato in valore (con un fatturato 2021 superiore agli 1,7 miliardi). “Per noi è una notizia molto importante – ha spiegato la Presidente di Federvini, Micaela Pallini – perché si tratta del principale mercato di sbocco. La parità rappresenta una boccata d’ossigeno che ci consentirà di recuperare qualche posizione e parte dei costi sostenuti. Il meccanismo Usa del Three Tier System, (il sistema a tre livelli ovvero importatore, grossista e dettagliate) che ha costretto nei mesi scorsi a dover ritoccare al rialzo il listino prezzi. La parità valutaria ci consente ora di compensare quegli aumenti e recuperare al tempo stesso marginalità e competitività”.

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