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Il Sole 24 Ore

Vittoria italiana all’Onu: stop ai semafori rossi sugli alimenti … Ieri il voto a Palazzo di Vetro del documento sulla lotta a diabete e infarto... Approvate a maggioranza tutte le modifiche a tutela del made in Italy... L’Italia oggi ha vinto la sua battaglia all’Onu: nel documento dell’Organizzazione mondiale della Sanità per la riduzione delle malattie non trasmissibili (diabete, cancro, malattie cardiovascolari) entro il 2030, i prodotti agroalimentari a più alto contenuto di grassi, zuccheri o sale non verranno etichettati con il semaforo rosso. Né verrà suggerito ai governi di tassare gli alimenti considerati meno salutari, come è successo ad esempio in Gran Bretagna con la “sugar tax”, che penalizza l’uso dello zucchero nelle bevande gassate. Entrambe le indicazioni erano presenti nella prima stesura del documento Oms e avrebbero danneggiato una lunga lista di Dop eccellenti (come l’olio extravergine d’oliva, il Prosciutto di Parma, il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano) a favore dei prodotti delle multinazionali americane del food ritoccati con la chimica in laboratorio per rientrare nei parametri dell’Oms. Il documento finale approvato ieri a maggioranza al Vertice voluto dall’Oms in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu è chiaro: i consumatori, si legge al punto 18 , dovranno essere informati attraverso campagne mediatiche su cosa fa male alla salute e cosa no. L’accento, insomma, è sulle scelte individuali, sull’educazione alimentare, sulla vita attiva, senza riferimento a prodotti. Viene adottata una dichiarazione politica che servirà da orientamento per tutti i Paesi membri. Al successo di ieri ha contribuito il gioco di squadra del sistema Paese Italia, dai ministeri alle ambasciate, fino alle associazioni delle imprese agroalimentari: il made in Italy del food vale 132 miliardi di euro l’anno, l’11% del Pil italiano. “Siamo molti soddisfatti del risultato”, ha detto Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, che dal 1° gennaio 2019 passerà il testimone a Ivano Vacondio. “Dal testo definitivo sono stati cancellati sia il richiamo a qualsiasi etichetta dissuasiva, come il semaforo rosso oggi in vigore in Gran Bretagna e in Francia, sia riferimento all’introduzione di una tassa per i prodotti con più elevato contenuto di sale, zuccheri o grassi. È la dimostrazione che le eccellenze alimentari italiane vincono contro chi voleva incentivare consumi di alimenti artificiali e di bassa qualità”. A questa soluzione si è arrivati grazie anche a un delicato lavoro diplomatico nei tavoli tecnici della Rappresentanza permanente dell’Italia all’Onu, ad opera del past ambassador Sebastiano Cardi e della nuova ambasciatrice Mariangela Zappia. “Abbiamo difeso le nostre ragioni ricordando anche che grazie ai nostri prodotti agroalimentari e alla dieta mediterranea siamo ai primi posti nel mondo per aspettative di vita”, ha detto l’ambiasciatrice Zappia. “Non è stato facile. Ha prevalso la nostra capacità di dialogo nel trovare un consenso da posizioni iniziali molto diverse”. Soddisfatta anche la Coldiretti, che ha lavorato al dossier: “Un corretto regime alimentare - ha affermato il presidente Roberto Moncalvo - si fonda sull’equilibrio nutrizionale tra diversi cibi e non va ricercato sullo specifico prodotto: è stato scongiurato un pericolo rilevante per il Made in Italy agroalimentare”.

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