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Il Sole 24 Ore

G7, Trump porta in Europa le minacce della guerra dei dazi … Nel mirino Usa vini francesi dopo le auto tedesche. Tusk: pronte contromisure... La guerra dei dazi tra Usa e Cina rischia di monopolizzare l’avvio (e forse anche il seguito) del vertice G7 di Biarritz che si è aperto ieri sera. Nonostante l’Eliseo si sia affrettato a sottolineare i punti di convergenza tra Donald Trump ed Emmanuel Macron su Iran, Amazzonia e commercio il clima tra i due leader non è tra i più distesi. Macron ce l’ha messa tutta per stemperare la tensione improvvisando un pranzo di lavoro informale con Trump all’Hotel du Palais. “Penso che otterremo molto questo weekend”, ha subito detto il presidente Usa al padrone di casa. “Io e Macron - ha poi aggiunto Trump - abbiamo molto in comune e siamo amici da tempo, ricordiamo tutti la cena alla Tour Eiffel che è stato un buon inizio”. Si è parlato anche del passaggio di testimone tra la presidenza francese e quella americana del G-7 1’armo prossimo e la possibilità che si riaprano le porte alla Russia di Putin. ( Ma nonostante le apparenze i problemi restano e non sono di poco conto. Trump ha lasciato gli Stati Uniti - nel momento in cui Pechino ha imposto una stangata su 75 miliardi di dollari di beni Made in Usa che aprirà probabilmente la strada a nuove tariffe Usa fino al 30% per alcuni prodotti cinesi. Ma Trump ha anche minacciato nuovi dazi sui vini francesi in risposta alla digital tax sulle grandi aziende tecnologiche americane approvata da Parigi l’11 luglio scorso. Il presidente francese ha messo in guardia oggi dalle “tensioni commerciali” che sono “negative per tutti” e ha esortato a lavorare in uno spirito di “reale cooperazione” per un’economia globale. In soccorso a Macron è venuto il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che ha minacciato una reazione europea se Donald Trump decreterà nuovi dazi sul vino francese come ritorsione alla tassazione dei giganti americani del web. “Proteggerò il vino francese - ha detto Tusk in una conferenza stampa - con una sincera determinazione. Se gli Stati Uniti imporranno dei dazi, la Ue risponderà sullo stesso piano”. Preoccupato per i riflessi della guerra commerciale Usa Cina anche il premier britannico Boris Johnson secondo il quale i dazi “non sono il modo giusto di procedere”. “Sono molto preoccupato perché il Regno Unito potrebbe essere coinvolto”, ha aggiunto Johnson al suo arrivo a Biarritz. Da perfetto padrone di casa Macron sta tuttavia sdrammatizzando lo scontro con l'altra costa dell'Atlantico cercando di amplificare semmai i punti di contatto. “È un G7 che arriva in un momento importante di destabilizzazione su diversi temi - ha detto Macron citando il conflitto siriano e il trattato sul nucleare iraniano - Conosciamo le nostre divergenze sul clima ma lavoreremo insieme per ridurre le emissioni di CO2. È molto importante, saremo alleati, amici”. Anche sulle questioni economiche “parleremo affinché le cose possano tranquillizzarsi al massimo, affinché si possano trovare buone soluzioni in maniera condivisa sui temi del digitale, del clima, della parità di genere”. E anche dallo staff di Trump non mancano messaggi di disponibilità: “Promuovere la prosperità economica basata sul modello pro crescita del presidente Trump, affrontare la crescita delle pratiche commerciali ingiuste per raggiungere un commercio libero, giusto e reciproco, guidare uno sviluppo sostenibile e gli sforzi per la sicurezza”. Sarebbero queste alcune delle priorità su cui intende lavorare il presidente Usa al G7, secondo una nota della Casa Bianca. Tra gli obiettivi indicati, anche “incoraggiare il potere economico delle donne, incentivare l'innovazione nell’economia globale, supportare la crescita economica, la sicurezza energetica e la protezione responsabile dell’ambiente”. Il tutto in una città blindata che cerca di contenere al massimo le proteste dei no global. Più di 9mila persone si sono concentrate ieri in una marcia per protestare contro il G7, su un ponte che collega la Francia e la Spagna. Da lunedì, attivisti contro il capitalismo, ambientalisti e altri gruppi no global si sono diretti verso un contro -summit nella Francia sudoccidentale nella città costiera francese di Hendaye, a circa 30 chilometri da Biarritz. La polizia ha parlato di 9 mila partecipanti, ma gli organizzatori hanno riferito che sarebbero almeno 15 mila i manifestanti. “Capi di stato: agite ora, l’Amazzonia sta bruciando!”, recitava uno striscione della protesta. Alla marcia hanno partecipato anche alcuni “gilet gialli” e nazionalisti baschi.

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