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Il Sole 24 Ore

Autisti disoccupati nelle vigne di Lugana … Nelle vigne della Lugana, sulle colline del Garda, i primi braccianti stranieri arrivano sempre verso fine marzo, quando le viti cominciano a germogliare ed è l’ora di togliere le gemme più basse. Quest’anno, però, a marzo sono solo arrivate le telefonate di disdetta. Moldavi, rumeni, polacchi: nessuno disposto a venire, tutti hanno paura. E poi chi viene deve comunque mettere in conto 14 giorni di quarantena a zero stipendio. Alle Morette, dove si producono 450mila bottiglie di Lugana all’anno, di questi tempi servono già una ventina di persone. E cosa ha fatto, il proprietario, Fabio Zenato? Non trovando nessuno, ha assunto nei campi tutti e quindici gli autisti della Peschiera Viaggi, datore di lavoro compreso. L’azienda era chiusa da settimane, le possibilità di rimettere in moto i pullman scarse: il turismo è il settore su cui la crisi ha colpito più duro. Tutti gli autisti della società erano in cassa integrazione, senza peraltro aver ancora visto l’assegno che spetta a ciascuno di loro. “Ho parlato col titolare dell’agenzia - racconta Zenato - ci siamo messi subito d’accordo. Abbiamo cominciato con le operazioni più semplici, per testare la loro attitudine al lavoro nei campi, che può essere faticoso. Poi siamo passati alla formazione vera e propria”. La squadra è variegata, si va da giovani trentenni fino ai sessantenni, e c’è anche una donna. Tutti regolarmente assunti con il contratto classico che si fa ai lavoratori stagionali: “Avrei preferito poter usare i voucher - racconta Zenato - dal punto di vista burocratico mi si sarebbe semplificata di parecchio la vita, ma il governo alla fine non li ha approvati”. Il contratto? Dura fino alla fine di giugno. Poi si vedrà, in caso di necessità non è escluso che venga rinnovato fino al periodo della vendemmia. La scelta delle Morette è allo stesso tempo un gesto di solidarietà territoriale e una soluzione creativa a un problema, quello della carenza di manodopera stagionale in agricoltura, a cui finora sono state date solo risposte parziali. Zenato lo considera un esperimento interessante: “All'inizio i ritmi del lavoro sono necessariamente stati più lenti: a dispetto di quello che si è portati a pensare, il lavoro agricolo richiede competenze specifiche che non si acquisiscono in poche ore. Man mano che li abbiamo formati, però, i risultati sono stati apprezzabili. Sa cosa mi ha convinto soprattutto? Che questi lavoratori erano parte di una stessa squadra prima ancora di arrivare qui: avessi dovuto mettere insieme persone diverse, non avrei ottenuto questo stesso risultato in così breve tempo”. Naturalmente, l’auspicio di tutti è che il turismo possa ripartire presto. Anche di Fabio Zanato: “Vendiamo le nostre bottiglie soprattutto ai ristoranti - racconta il proprietario delle Morette - e durante il lockdown i nostri affari hanno accusato parecchio il colpo. Qui, sul Garda, viviamo tutti di turismo. Peschiera, poi, è fra le dodici città d’Italia a più alta percentuale di turismo straniero. Speriamo che dal 3 di giugno le frontiere europee riaprano e che con loro riaprano anche i nostri affari”.

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