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Il Sole 24 Ore

Vino, export italiano in caduta: “Conto da 1 miliardo nel 2020” … Il settore. Indagine Mediobanca sulle 215 società principali: ricavi del settore in calo del 20-25% con un danno da 2 miliardi sul giro d’affari per minori vendite all’estero e blocco della ristorazione... Tra mancato export e calo della domanda interna per la chiusura di bar e ristoranti, l’industria italiana del vino quest’anno potrebbe incassare due miliardi di meno. Un conto salato, quello che il coronavirus presenta a uno dei settori simbolo del made in Italy. Più salato di quello che le cantine italiane hanno dovuto pagare nell’anno più nero della crisi economica, il 2009. Le previsioni arrivano dall’annuale indagine di Mediobanca, che mette sotto la lente le 215 principali società vinicole italiane e le 14 maggiori imprese internazionali quotate del comparto, per un fatturato totale di quasi 15 miliardi di euro. Dopo un 2019 dai risultati modesti, con i ricavi del comparto che sono cresciuti solo dell’1,1% (rispetto al 4,4% messo a segno l’anno prima), il 2020 si profila dunque come un anno difficilissimo, con una riduzione del fatturato di settore compresa tra il 20% e il 25%. Ben il 63,5% delle aziende prevede di subire un calo delle vendite quest’anno... Per arrivare a una perdita di due miliardi il conto è presto fatto: con la Wto che prevede per quest’anno una contrazione dei commerci mondiali compresa tra il 15 e il 30%, il vino italiano incasserà dall’export tra 0,7 e 1,4 miliardi di meno. Sul mercato domestico invece, considerato che il 65% del vino italiano è acquistato al di fuori dei supermercati, per il solo effetto del lockdown in due mesi sono stati persi 500 milioni di euro di incassi. E questi non li si recupererà più, fanno sapere gli analisti di Mediobanca. Quanto ai prossimi mesi, molto dipenderà dal desiderio degli italiani di ritornare alla normalità: se sarà forte, e se non ci saranno ricadute pandemiche, il comparto del vino forse potrà recuperare terreno. Chi limiterà le perdite, secondo gli analisti di Mediobanca, saranno le aziende cooperative, mentre fra le tipologie di vino sono i produttori di spumanti quelli con le attese meno negative. E la capitalizzazione delle società del comparto? Se tra marzo e dicembre 2019 era migliorata dell’8%, nel primo trimestre di quest’anno ha segnato una brusca perdita del 30%, tanto che a fine marzo 2020 il valore di Borsa aggregato delle aziende vinicole è sceso a 35,8 miliardi di curo, bruciando in tre mesi quasi l’intera crescita dell’ultimo quinquennio. Se la crisi di liquidità continuerà, dicono gli analisti di Mediobanca, e se il Governo non interverrà con il debito sostegno, non è escluso che si possa aprire in Italia una stagione di shopping societario da parte di aziende e fondi stranieri.

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