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Il Sole 24 Ore

Vinitaly, al via l’edizione speciale: 400 cantine e 200 buyer esteri … dal 17 al 19 ottobre Verona ospita la versione riservata agli operatori… Quattrocento cantine anziché le solite quattromila (nel 2019 si era arrivati a 4.600), solo 200 buyer esteri e tra il pubblico esclusivamente gli operatori del settore. Sono questi i numeri del Vinitaly che andrà in scena a Verona da domenica a martedì 19 ottobre: una “Special edition” appunto, come hanno scelto di chiamarla gli organizzatori, che non vuole sostituirsi al 54esimo Vinitaly previsto per l’aprile prossimo, ma che vuole in qualche modo occupare lo spazio vuoto lasciato dalle edizioni saltate nel 2020 e nella prima metà del 2021 a causa della pandemia. L’edizione 2022? “Si prevede già sold out”, assicura Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. “L’obiettivo è quello di arrivare alla soglia dei 7 miliardi di euro di export vinicolo entro la fine dell’anno e in questi mesi, anche grazie a quest’evento dedicato al B2b, possiamo dare un concreto supporto al mercato - ha detto ieri il direttore di Veronafiere, Giovanni Mantovani, durante la presentazione veneziana della fiera -. La congiuntura relativa agli scambi mondiali è tornata positiva, il vino italiano è in forte ascesa nelle principali piazze mondiali”. I 200 buyer stranieri provengono da 35 nazioni, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Regno Unito al Canada, dai Paesi Balcanici alla Russia fino alla Polonia, al Kazakhstan e ai Paesi del Nord Europa, mentre Germania, Francia e Svizzera guidano le principali delegazioni europee. Per l’export di vino italiano, del resto, il momento è propizio, con gli ordini che sono ripartiti e gli scambi globali che nei primi sette mesi dell'anno sono saliti del 10,3% sull’annua horribilis 2020, riportandosi in linea con i valori 2019. Sono ripartiti in particolare gli ordini del primo mercato mondiale della domanda di vino, cioè gli Stati Uniti (+16%). Cresce anche la domanda da Regno Unito e Germania, mentre resta ancora fuori dal podio la Cina (-9,6%), dove ancora per l’Italia non si è fatto sentire l’effetto sostituzione determinato dai super-dazi che hanno colpito i fornitori australiani. Molto bene sta andando anche la domanda proveniente da Svizzera e Russia. A caratterizzare la Special edition, però, sarà soprattutto l’attenzione al mercato interno: “Punteremo sulla rivitalizzazione dei consumi fuori casa”, ha detto Mantovani, ricordando la nutrita partecipazione alla fiera degli operatori della ristorazione e della Gdo. Dopo le mancate vendite nel fuori casa per 1,8 miliardi di euro registrate nel 2020, infatti, ora il vino italiano punta a rinsaldare il mercato interno.

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