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Il Sole 24 Ore

Le aziende astigiane ripartono dalla filiera del vino ... L’industria astigiana ha fatto più fatica a riprendere fiato dopo il Covid rispetto alle altre province piemontesi, colpa anche del peso dell’industria automotive nella metalmeccanica locale, ma conta gli indicatori di fiducia più alti sul prossimo trimestre, come rivela l’ultima indagine curata da Confindustria. Il tema della ricerca è al centro dell’assemblea degli industriali astigiani guidati dal presidente Andrea Amalberto. Non a caso l’assise si svolge all’interno dello stabilimento produttivo di San Damiano D’Asti, Rey Pastificio dei fratelli Toso, produttori di pasta ed esportatori per oltre il 90% della produzione. E non a caso ospite dell’appuntamento è in videocollegamento Fabiola Gianotti, direttore generale del Cern. “Solo puntando su ricerca e innovazione - ha ribadito in un videomessaggio il presidente di Confindustria Carlo Bonomi - potremo creare le condizioni per una crescita economica che sia consistente, duratura e inclusiva”. Dominare le tecnologie, ha aggiunto Bonomi, significherà per l’industria italiana giocare un ruolo da protagonista nelle grandi sfide globali, ambiente energia, digitale e salute. “La ricchezza dell’Astigiano sta nella grande varietà di specializzazioni produttive - evidenzia il presidente Amalberto - e in una fase come quella attuale, in cui guardiamo alle risorse straordinarie del Pnrr, vogliamo insistere sulla proposta di creare un polo tecnologico della filiera del vino che ci auguriamo possa essere condivisa dalla Regione Piemonte, riconoscendo così all’Astigiano il ruolo di eccellenza della filiera”. Una filiera ampia che va dall’enomeccanica di Caneill fino alla lavorazione delle uve, alla tecnologie applicata alla viticoltura, fino al packaging del vino, per arrivare a consumatori e ristoratori. Un progetto che, questo è l’auspicio, rientri tra i temi prioritari della Regione per il rilancio industriale del Piemonte. La capacità di creare forti legami tra l’accademia e il mondo delle imprese è il valore aggiunto portato al tavolo dal prorettore del Politecnico di Torino, Laura Montanaro, che ha ricordato: “Il Politecnico sta avviando le piattaforme tematiche dove confluiscono le attività di ricerca applicata di diversi dipartimenti, abbiamo iniziato con Economia circolare e Rivoluzione digitale, si tratta di strumenti a disposizione del tessuto industriale per accelerare il trasferimento tecnologico”. In quest’ottica, sottolinea il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay, «L'innova-zione non è più un'opzione ma una necessità, serve lavorare in ottica di sistema per accelerare il trasferimento tecnologico nei comparti chiave per l’industria piemontese, automotive, agrifood, aerospazio, logistica e meccanica di precisione”. Il Pnrr, come conferma il viceministro dello Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, è uno straordinario acceleratore per il paese. “Lo è tanto per l’impatto che avranno le riforme in campo -spiega - quanto per le risorse straordinarie masse a disposizione del paese”.

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