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Il Sole 24 Ore / Casa&case

Polo della cultura per appassionati ... L’azienda Quintodecimo a Mirabello... “Per realizzare i sogni, la forza degli uomini non sta nei soldi ma nella testa”. Parola di Luigi Moio, coordinatore di un gruppo di ricerca su chimica e tecnologia degli aromi e professore ordinario di Enologia presso la Federico II di Napoli, che il suo sogno l’ha realizzato passando dalla teoria (che ancora insegna) alla pratica, avviando la sua azienda agricola Quintodecimo a Mirabello Eclano, vicino aTaurasi.
La passione per la viticoltura l’ha eredita dalla famiglia e, più tardi, l’ha coltivata come ricercatore presso il laboratorio sugli aromi a Dijon, in Francia. Al suo rientro in Italia gli ex compagni di corso con attività avviate cominciarono a chiedergli suggerimenti, in qualità di consulente. Così nacque l’idea di trasferirsi in campagna per creare una sorta di quartier generale del vino per appassionati e cultori. Dopo aver comprato i terreni con sopra un vecchio casale da recuperare (la cifra non la dice ma spiega che a Napoli con la stessa somma non si comprerebbe nemmeno un garage), Moio come prima cosa pianta la vigna, di Aglianico naturalmente. Oggi il casale è diventato l’abitazione di famiglia, dove non manca la biblioteca con 4mila testi dedicati al vino. Sotto c’è la cantina e alcune stanze sono riservate all’accoglienza “per lo più di clienti - precisa - o semplici appassionati”. Fiori all’occhiello, i vini prodotti: tre rossi (due cru Taurasi e un vino base Terra d’Eclano) e tre bianchi (il Fiano Exultet, il Greco Giallo d’Arles, in omaggio a van Gogh, e il Falanghina Via del Campo in omaggio a Fabrizio DeAndré).

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