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Il Sole 24 Ore

Vino, anno record per l’export: nel 2001 l’Italia ha strappato alla Francia la leadership negli Usa ... Sorpasso storico per il vino italiano, che, per la prima volta, ha visto le esportazioni di prodotto in bottiglia superare quello dello sfuso: 52,5% del primo contro il 47,5% dei secondi. E dato che le belle notizie non arrivano mai sole, ecco che il 2001 verrà pure ricordato negli annali dell’enologia nazionale come l’anno in cui il valore dei vini di qualità "made in Italy" ha superato quello francese su alcuni principali mercati dell’Occidente, in particolare Usa e Canada. A chiudere il cerchio sullo stato di buona salute del settore arrivano i dati relativi all’interscambio commerciale del’Italia con l’estero che, sulla base delle proiezioni sulle cifre disponibili, suggeriscono che anche in questo caso per la prima volta l’export di vino dell’intero 2001 toccherà i 2,58 miliardi di euro (5.000 miliardi di lire). Il monitoraggio Ice dei primi nove mesi evidenzia già un totale export pari a circa 2 miliardi di euro, con una crescita del 6% circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per il direttore della sezione agroalimentare dell’Ice Maurizio Forte, questa crescita ha un valore molto significativo perché arriva in concomitanza con un rallentamento delle quantità esportate, stimato tra il 5-7%. A correre sono state soprattutto le esportazioni verso i principali Paesi industriali: dal Canada al Giappone e, in Europa, dalla Gran Bretagna alla Germania. L’aumento maggiore però si è verificato negli Stati Uniti con una crescita dei primi nove mesi stimata vicina al 13%. In controtendenza, invece, la Francia nostra tradizionale cliente di vino sfuso e che nei nove mesi del 2001 ha accusato una flessione del 20 per cento. Questo spiega e conferma il sorpasso del totale del vino imbottigliato su quello in grandi recipienti. E di conseguenza giustificata la crescita dei valori a scapito delle quantità. Per quanto riguarda il sorpasso dei vini italiani a scapito dei concorrenti francesi in Usa, va detto che l’Italia è da sempre il maggiore esportatore ma finora lo è stato solo in termini di quantità. Ancora nel 2000, infatti, i flussi di vino made in Italy verso l’area statunitense avevano superato il tetto di 1,6 milioni di ettolitri (in crescita del 9 % sul ’99), ma in valore (516 milioni di Euro) era sempre in Francia a mantenere la leadership. Un altro aspetto di rilievo è dato dal fatto che la tragedia dell’11 settembre non ha messo fuori gioco i nostri vini. Alla fine del primo semestre – osserva Forte – le nostre esportazioni registravano una crescita molto alta, sopra il 15%. Con la tragedia di settembre si è scesi un po’ e probabilmente si chiuderà il 2001 con un aumento del 6-7%. Che è sempre un bel crescere.

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