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Il Sole 24 Ore

Vino, cresce il costo dei controlli ... Per qualcuno la tracciabilità paga, per qualcun altro si paga. Va infatti nel senso di garantire una tracciabilità dell’interno processo produttivo vitivinicolo il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri e che fissa il costo dei controlli ai quali dovranno essere sottoposti tutti i prodotti che utilizzano una determinata denominazione d’origine. Compresi quelli non associati al relativo consorzio di tutela. Si tratta di una piccola rivoluzione. Infatti con ilo provvedimento di ieri diventa attuativo il decreto dello scorso anno in base al quale tutti i consorsi che abbiamo una rappresentatività del 66% della produzione potranno effettuare i controlli (anche sui non associati), mentre fin ora solo i consorsi che associavano il 40% dei produttori potevano effettuare un’attività di vigilanza limitata agli associati. Per quanto riguarda i costo il provvedimento che ai viticoltori sarà chiesto un onere compreso fra 0,21 e 1,55 euro al quintale di uva prodotta. Mentre vinificatori e imbottigliatori saranno tenuti a corrispondere fra 0,30 e 2,20 euro a ettolitro di vino. “Se i Consorzi – spiega Confagricoltura – riusciranno a utilizzare questo strumento per garantire la tracciabilità del prodotto sarà molto importante”. Assolutamente contraria alla norma è la Coldiretti. “Da un lato d’Italia, a livello comunitario, si oppone all’ipotesi Ue di inserire un’accisa sul vino. Dall’altro al nostro interno, provvediamo a fissarci da soli una forma di tassa che peserà non poco sui produttori”. Secondo la Coldiretti inoltre “si tratta di controlli che aggiungono a quelli già esistenti. Senza contare che esistono viticoltori che sono anche vinificatori e imbottigliatori. Questi saranno costretti a pagare tre volte?”. Soddisfatto invece delle misura il Presidente di Federdoc (l’associazione che riunisce i consorsi doc) Riccardo Ricci Curbastro. “In questo modo - dice Ricci Curbastro – tutte le bottiglie a denominazione d’origine, e non solo quelle numerate, potranno presto garantire una tracciabilità del prodotto. E non credo che si possa travestire un investimento sulla credibilità delle denominazioni con una tassa o un accisa. Le nostre denominazioni sono oggi sulla cresta dell’onda e dobbiamo investire una parte degli utili di oggi per il successo di domani”.

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