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Il Sole 24 Ore

E il vino bussò allo sportello elettronico ... Nell'ambito dei piani di e-government avviati dal ministero dell'Innovazione, è stato promosso anche il progetto eDoc con l'obiettivo di offrire uno strumento all'avanguardia al sistema italiano del vino di qualità. L'idea è quella di arrivare a uno «Sportello unico per la vitivinicoltura» in linea, che permetta a tutti gli operatori del settore di semplificare al massimo i previsti adempimenti burocratici. In Italia sono più di quattromila i Comuni che producono almeno un vino Doc e, di questi, 67 (appartenenti a 13 regioni diverse) hanno già aderito all'iniziativa. Capofila è il Comune di Greve in Chianti (Firenze). Della partita, inoltre, fanno già parte le Province di Alessandria e Torino. Partner istituzionali sono la Regione Toscana, Unioncamere e l'associazione nazionale Città del vino. I partner tecnologici, invece, sono Infocamere e Cittadelvino.com (sito Internet, www.cittadelvino.com). Gli obiettivi del progetto sono molteplici: difendere i diritti dei consumatori, tutelare la produzione di qualità, permettere una corretta gestione dei contributi comunitari, valorizzare i territori. In particolare, poi, lo sportello unico dovrebbe permettere di fare chiarezza in una legislazione che coinvolge numerosi enti che, allo stato attuale delle cose, fanno non poca fatica per poter dialogare tra loro. Basti, ad esempio, ricordare che i controlli sulle produzioni si fanno raffrontando le denunce di produzione con i dati degli Albi vigneti (Camere di commercio ora e, dopo, Regioni e Province), a loro volta da integrare con quelli dello schedario vitivinicolo gestito da Agea e Regioni. Cosa che ha portato a un'incredibile duplicazione di archivi e strumenti gestionali. Lo sportello unico, invece, oltre ad alleggerire l'attività di tutti questi enti, permetterà anche di portare avanti valide politiche di marketing territoriale.

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