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Il Sole 24 Ore

Serègo Alighieri, cultura del vino da 650 anni ... Il conte Pieralvise Serègo Alighieri, discendente diretto del Sommo Poeta Dante e di professione vignaiolo in Valpolicella, fra qualche mese taglierà il nastro dei 50; ma l’appuntamento a cui sta lavorando da tempo arriva a scadenza questa sera, quando nelle Possessioni Gargagnano presenterà l’ultimo nato del casato, il “Super Valpolicella S. A.” frutto di un uvaggio di Corvina, Rondinella e Molinara a doppia fermentazione. L’evento, per quanto importante sia, è solo l’appendice di una appuntamento ancora più intrigante e carico di storia per la nobile famiglia, giuta ormai alla ventesima generazione. L’occasione è data, appunto, dai festeggiamenti dei 650 anni di appartenenza della tenuta “acquistata con annessa casa poderale nel 1353 per 450 lire di allora – puntualizza il conte - da Pietro Alighieri, giudice in Verona e figlio di Dante”, all’epoca ospite della Signoria degli Scaligeri. Da allora le Possessioni, che si estendono per 120 ettari e comprendono frutteti, vigneti e strutture per l’ospitalità, sono sempre andate al primogenito; il che ha permesso di evitare le smembramento della proprietà stessa. Il problema non dovrebbe presentarsi nemmeno ora, con le due figlie ancora assai giovani del conte Pieralvise. Il quale non più tardi di un anno fa ha deciso di fare u simbolico “ritorno” in Toscana, nella terra degli antenati Alighieri, acquistando – insieme a Sandro Boscaini dell’agricola Masi, azienda che si colloca ai vertici nella produzione dei classici vini veronesi e che, tra l’altro, cura tutta la gestione della Possessioni – una settantina di ettari di terra nuda nel comune di Cinigiano, in Valle d’Orcia, a metà strada tra Montalcino e Grosseto. Qui la coppia Alighieri-Boscaini, ha infatti deciso di dare vita a un piano di interventi di ampio respiro, dando spazio a vigneti sia tipici del territorio sia d’impronta internazionale. Di più. Verrà costruita una cantina nuova di zecca e si trasformeranno le case coloniche presenti in azienda e oggi abbandonate in ambienti comfortevoli e adatti per l’ospitalità. Il tutto con un investimento di otto milioni di euro. “Il nostro obiettivo – dice il conte Serègo Alighieri - è arrivare a disporre anche in Toscana una tenuta modello come questa di Gargagnago e in grado di offrire alla nostra clientela internazionale un ventaglio di proposte fatto di grandi vini veronesi e toscani e di altri prodotti delle nostre terre lavorati da noi, nonché pacchetti per soggiorni turistici fortemente integrati alla cultura del territorio”. Quella cultura, cioè, che nelle Possessioni di Serègo Alighieri non è mai venuta meno, non solo perché da 650 anni aleggia appunto l’ombra del Poeta, ma anche perché la tenuta di Gargagnago è stata eletta a sede della Fondazione Masi, che ogno anno, nell’ultima settimana di settembre (l’appuntamento è appunto per questa sera e per domani), premia che meglio ha rappresentato in Italia e nel mondo la Civiltà veneta (i vincitori di questa edizione sono Gabriella Belli, Novello Finotti, Cesare Montecucco) e la cultura del vino (Nicolò Incisa della Rocchetta e Milan Kucan). Che non ha confini.

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