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Il Sole 24 Ore

L'Australia insidia italiani e francesi ... Quando si parla di vino, è importante distinguere tra i valori d'asta che raggiungono solo i più noti e i più richiesti in tutto il mondo e il mercato in generale. Spiega Giovanni Geddes, amministratore delegato di Marchesi de' Frescobaldi, che ha aziende in Toscana e in Friuli ed è comproprietaria insieme al gruppo americano Mondavi delle tenute Ornellaia e Luce: «Per quanto riguarda il mercato delle aste sono pochissimi i vini italiani ad avere un vero valore d'asta, che da una decina d'anni continua ad aumentare. Stiamo parlando di un numero limitatissimo di vini da collezione, che vengono battuti nelle aste importanti da Londra a New York: penso, per esempio, a Sassicaia, Ornellaia, Masseto, Solaia e a un paio di vini di Gaja. Altri vini anche di qualità possono acquistare valore perché spinti da altri motivi, che non sono legati a una domanda vera d'asta». C'è ancora spazio di crescita per il mercato dei vini italiani di qualità? La crescita negli ultimi 7-8 anni è stata importantissima. Oltre ai più noti, sono entrati sul mercato molti vini conosciuti dagli appassionati e richiesti anche all'estero: è una nicchia di mercato la cui penetrazione è stata aiutata moltissimo dai ristoranti italiani nel mondo. Da un paio d'anni la situazione si è fatta più difficile a causa della recessione, che ha colpito anche i consumi di alta qualità, e oggi la selezione è molto più dura da parte di consumatori, ristoranti ed enoteche. A risentirne sono i vini anche di altissima qualità, ma non ancora dotati di un'immagine forte. I grandi vini hanno senza dubbio ancora uno spazio di crescita, anche se attualmente i prezzi sono fermi e gli aumenti di valore degli anni 90 non sono più ipotizzabili, a cominciare dai grandi vini francesi, che dal 2000 hanno fatto registrare due cali molto importanti. Quali sono le regioni che stanno migliorando la qualità della produzione e che promettono di imporsi sul mercato? La Sicilia e, in misura minore, la Puglia. Per i rossi restano alla ribalta Toscana e Piemonte. Vini di grande qualità vengono dall'Australia, che ha quasi triplicato la produzione negli ultimi otto anni e, visto che ha un mercato interno molto piccolo, è arrivata a esportare già il 90%, acquisendo sempre più quote di mercato. In molti si aspettano un'annata 2003 molto buona. Si potrebbero ripetere operazioni sui futures dopo quella effettuata per il Brunello di Montalcino '97, che offriva la possibilità di acquistare bottiglie in anteprima? Operazioni di questa portata sono state fatte solo due volte da Mediobanca: insieme ad Antinori per 5 milioni di euro e con Frescobaldi per 10 milioni. Il problema è che manca nelle banche la struttura organizzativa per vendere al dettaglio senza passare dai canali tradizionali: infatti una rilevante percentuale di certificati emessi per quelle operazioni non è arrivata ai singoli consumatori. Non si tratta di un vero meccanismo di vendita, ma di operazioni una tantum per privilegiare clienti importanti. Come assicurarsi bottiglie di annate particolarmente buone? I collezionisti hanno sempre un'enoteca di riferimento che gli garantisce il vino. Il Masseto, per esempio, è prenotato ogni anno dai rivenditori italiani quasi al 100% e ha una domanda eccezionale anche dagli Stati Uniti.

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