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Il Sole 24 Ore

Rifugiarsi in cantine di valore ... Il vino di qualità si rivela sempre più uno strumento difensivo contro i periodi di contrazione dei mercati azionari, soprattutto quando si parla di grandi vini d'annata. Avere in cantina bottiglie ricercate può rivelarsi il più "liquido" degli investimenti: basta dare un'occhiata alle performance di rendimento ottenute negli ultimi anni da etichette di prestigio nettamente superiori a quelle medie registrate in Borsa. Lo dimostra uno studio condotto, in collaborazione con l'Università Bocconi, da Wine Tip en primeur, società specializzata in grandi vini italiani e stranieri (www.winetip.com). «Chi avesse investito in Borsa nel 1996, nonostante la lunga fase Toro culminata nel 2000, avrebbe a oggi un rendimento inferiore a quello che si poteva immaginare all'indomani dello sgonfiamento della bolla speculativa - afferma Christian Arsenio di Wine Tip - Si pensi che il Mib 30 è oggi a quotazioni molto più basse del 2000 con una perdita cumulata del 50% circa. Chi avesse comprato il Wine Index, ovvero una cassa di ogni etichetta rappresentata, avrebbe invece conseguito una rivalutazione cumulata del 91%, pari a circa il 10% annuo». Trend in crescita. Il trend del vino da investimento, dunque, è in costante crescita, al contrario di quanto accade per i titoli finanziari. Le etichette a cui fa riferimento l'indice sono rappresentate da un campione di Bordeaux di prestigio scambiati nelle principali aste mondiali di annate più e meno recenti. Rimbalzi di valore altrettanto sostenuti e addirittura superiori sono quelli registrati da bottiglie italiane tra le più note a livello internazionale con rivalutazioni del 50% nell'arco di due anni. «L'indice dei prezzi per l'Italia include i grandi vini nelle annate migliori degli ultimi 15 anni, i più conosciuti e presenti nei cataloghi delle migliori aste - spiega Alberto Cristofori di Wine Tip - L'indice parte solo a fine '98, perché è negli ultimi anni che i vini italiani hanno raggiunto una forte importanza sui mercati internazionali, facendo lievitare i prezzi. Chi ha comprato questi vini 10 anni fa ha spesso pagato anche un decimo del prezzo attuale. Oggi i prezzi non sono più sottovalutati come un tempo, quando il gap con i vini francesi era molto elevato». Qualità ed età. Come si "costruisce" una cantina di valore? Il suggerimento degli analisti è di puntare su pochissime etichette di qualità, che diano garanzie di elevato potenziale d'invecchiamento. Dall'analisi sui rendimenti elaborata da Wine Tip emergono stretti rapporti con una serie di fattori come il rating (voto degli esperti), l'orizzonte temporale dell'investitore, l'età delle bottiglie e il rischio. «In un'ottica d'investimento è molto importante per un vino guardare le valutazioni che sono spesso la principale causa di un forte incremento di prezzo - spiega Arsenio - Per esempio, il Redigaffi 2000 valutato 100/100 da Robert Parker costava circa 110 euro prima della pubblicazione del voto e ora viene scambiato intorno ai 400 euro». Strettamente legata alla rivalutazione di una bottiglia è la sua età. A seconda che si tratti di vini giovani (fino a 10 anni), maturi (tra 10 e 30 anni) o vecchi (oltre 30 anni d'età), i tassi di crescita annui dei prezzi sono rispettivamente del 5%, 12% e 19%, che variano anche in funzione dell'orizzonte temporale che l'investitore si è dato. Per i vini molto vecchi va tenuto in considerazione il fattore rischio, non solo come garanzia di mantenimento del vino, che diminuisce con il passare degli anni, ma inteso come variabilità dei rendimenti. Si passa così dal 10% di variazioni per i vini più recenti al 16% dei più maturi fino al 28% per quelli più invecchiati. Il rendimento è correlato al rischio, ma il suggerimento degli analisti resta comunque di investire nel lungo periodo su vini più vecchi.

Le prossime aste

Il primo appuntamento per gli appassionati che vogliono assicurarsi bottiglie ormai introvabili da mettere in cantina è a Roma domenica 26 ottobre al Wine Bar della Città del gusto del Gambero Rosso, dove la casa d'aste Pandolfini batterà un'asta di vini pregiati in occasione della premiazione dei "Tre bicchieri" della guida 2004 Slow Food/Gambero Rosso. Saranno 383 i lotti presentati e particolare rilievo per i vini toscani più ricercati dai supertuscans di Bolgheri, come la cassa in legno da sei bottiglie di Masseto '88 della Tenuta dell'Ornellaia, che partono come base d'asta da 1.300 euro o la verticale di Sassicaia della tenuta San Guido di 12 bottiglie dal 1988 al '99 stimate 1.850 euro, ai formati doppia magnum Solaia '98 dei marchesi Antinori a 350 euro e un Redigaffi 2000 presentato a 1.450 euro. Tra i piemontesi un Barbaresco Gaja '74 nel formato da 3,780 litri (prezzo base 860 euro). Un terzo dei lotti sono vini francesi con bottiglie di Bordeaux e Borgogna vecchissime da Château Cos d'Estournel '45 a Château Latour '55 e vari assortimenti di Château Haut-Brion, Château Margaux e Romanée Conti dal 2000 fino all'86. Winegallery. Appuntamento successivo in ordine di tempo è per il 7 novembre a Tirolo, in concomitanza con il Wine Festival in programma a Merano dall'8 al 10 novembre, dove la casa d'aste Winegallery terrà la seconda asta annuale di vini di prestigio. Valore d'asta di partenza per gli 894 lotti tra vini italiani e francesi è 500mila euro. In catalogo (consultabile sul sito www.winegallery.net) per questa occasione prototipi di Sassicaia di annate antecedenti al 1968 con una bottiglia del 1954 a 5mila euro come prezzo base e tre del '64 a 4mila, una verticale completa di Solaia dal '78 al '99 che parte da 2.900 euro e grandi formati dell'annata 2000 per i Bordeaux. Prezzi alle stelle, dunque, ma pare più convenienti di quelli di mercato. «Dobbiamo invogliare la clientela ed essere competitivi rispetto alle enoteche - spiega Francesco Tanzi, responsabile del settore vini di Pandolfini - Le stime sono solitamente un 20-30% inferiori all'ipotetico prezzo di realizzo delle bottiglie. Se il prezzo è competitivo, si arriva anche a quintuplicare la stima, altrimenti la maggior parte delle volte il vino non viene neanche venduto. Il mercato sta risentendo della debolezza dell'economia e, se in enoteca il prezzo si mantiene stabile, negli ultimi due anni le quotazioni in asta sono scese di un 20%». Tutto, però, dipende ovviamente dai vini.

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