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Il Sole 24 Ore

I produttori: più qualità e attenta politica dei prezzi ...Cosa fare per reagire allo strapotere che stanno dimostrando di avere i nuovi Paesi produttori di vino? “Se avessi una risposta pronta e sicura - premette Mattia Vezzola, enologo di fama e direttore della vinicola Bellavista di Erbusco – la darei. Il fatto è che non ce l’ho: però posso dire cosa faccio io per non perdere aderenza con il mercato: mi alzo mezz’ora prima del solito e già so che se voglio portare a casa qualche risultato devo correre più veloce dei miei diretti concorrenti. E non è finita, perché una volta creato il contatto devo essere in grado di convincere il mio interlocutore della bontà del mio prodotto. In sostanza devo sapre comunicare e per vincere la sfida devo farlo meglio degli altri”. A pensarla così non è solo il grande enologo di Franciacorta; con lui sono in tanti a essere convinti che se oggi si vuole dare una risposta valida per fronteggiare la minaccia che arriva dai vini australiani o sudafricani o californiani “è necessario fare un esame di coscienza sulle cose che si debbono evitare”, come dice Massimo Bernetti della Umani Ronchi di Osimo (Ancona). “Appena dieci anni fa – spiega – sul mercato c’erano i vini italiani e francesi e pochi altri ancora. Oggi l’offerta è tutta un’altra cosa e, per di più, la domanda si è dimezzata. Con una situazione del genere la prima cosa che bisogna saperli vendere evitando di farsi prendere la mano dai prezzi. Non capire questo vuole dire finire fuori mercato. Basta guardarsi intorno per capire cosa sta accadendo”.
Un messaggio, quello di Bernetti, condiviso dall’amministratore delegato della Marchesi de’ Frescobaldi, Giovanni Gaddes, secondo il quale “in un mercato difficile come quello attuale è fondamentale restare fedeli alla propria missione ma è altrettanto importante agire sulla leva della flessibilità sia in termini produttivi che di politiche di prezzo.
La nostra esperienza ci dice che in questo momento sui mercati internazionali a soffrire di più sono i vini di grande prezzo, mentre la domanda di prodotti fino a dieci dollari risponde ancora molto bene. Noi abbiamo interpretato questo momento alla lettera, riuscendo a chiudere un 2003 sugli stessi livelli dell’anno prima. E mi creda, è stato già un gran bel risultato”.

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