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Il Sole 24 Ore

Maxi-inchiesta Fbi sui falsi vini d’annata ... Pirateria di lusso. Il 5% delle bottiglie non è autentico ... Nei nuovi raffinati ristoranti di Las Vegas si servono più bottiglie di Chateau Petrus del 1982 in una sera di quante la casa vinicola francese ne abbia prodotte in quell’anno. E una battuta, naturalmente, che però ha attratto di recente l’attenzione delle autorità federali americane sul dilagante fenomeno della contraffazione di vini d’annata. Dopo tre mesi di indagini, ieri l’Fbi ha ordinato il sequestro di documenti di diversi collezionisti, importatori di vino e case d’asta, tra cui Christie’s di Londra e Zachys di New York, sospettandoli di avere venduto bottiglie di dubbia provenienza.
Secondo stime approssimative della rivista specializzata Wine Spectator, il 5% dei vini pregiati venduti sul mercato secondario sono contraffatti. La contraffazione del vino non è un fenomeno nuovo: è la dimensione del fenomeno a preoccupare seriamente le autorità e i collezionisti. La domanda divino pregiato, per lo più venduto all’asta, è letteralmente esplosa negli ultimi 10-15 anni, aumentando del 375% tra il 1994 e il 2005; l’anno scorso le vendite di vino presso le maggiori case d’asta sono cresciute a 240 milioni di dollari dai i66 dell’anno precedente. Solo per Zachys il giro d’affari in questa categoria di merce è più che raddoppiato a 35 milioni di dollari, mentre per Christie’s è salito a 8 milioni di dollari, grazie anche alla vendita di una singola cassa di Mouton Rotschild del 1945 per la cifra record di 345mila dollari. La discrepanza tra domanda e offerta ha creato una grossa opportunità per la frode, e secondo l’Fbi persino istituzioni di fama mondiale come Christie’s potrebbero avere chiuso un occhio sull’autenticità delle bottiglie messe in vendita per soddisfare la crescente domanda.
La globalizzazione del commercio e i progressi della tecnologia hanno facilitato oltretutto la duplicazione e il finto “invecchiamento” di bottiglie, etichette e tappi; i falsari nel frattempo si sono raffinati, utilizzando vini di alta qualità di annate più scadenti per ingannare anche gli intenditori. Così un bordeaux Chateau Lafite del 1991, dal valore di circa 100 dollari a bottiglia, può passare per un Chateau Lafite del 1982 ed essere venduto a 800-1000 dollari a pezzo. L’inchiesta delle autorità federali e dell’Fbi è partita lo scorso dicembre quando diversi collezionisti americani hanno iniziato a fare pressione sulle case d’asta affinché stringessero i controlli sull’autenticità dei vini messi in vendita. Inizialmente le autorità avevano preso di mira l’importatore tedesco Hardy Rodenstock, colpevole di avere contraffatto bottiglie spacciandole per quelle della collezione di Thomas Jefferson l’inchiesta penale si è rapidamente allargata culminando nella richiesta di documentazione. Un gran giurì federale ha già iniziato ad ascoltare testimonianze e a raccogliere deposizioni.

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