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Il Sole 24 Ore

Ricavi in crescita per Campari ... Bilanci. Il fatturato sale del 15% a 932 milioni mentre l‘utile rimane stabile a 117 milioni. Il numero uno Visone: “Segnali di ripresa dal mercato italiano”... Il gruppo Campari archivia il 2006 con ricavi in crescita del 15% e un risultato netto in lieve calo rispetto all’anno precedente. Ieri il consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Enzo Visone ha alzato il velo sui numeri del 2006 che hanno visto una crescita importante del 15,1% del giro d’affari che si è attestato a 932,4 milioni. Una variazione, spiega la nota diffusa ieri dal gruppo, che “è stata generata da una crescita organica del 46% e da un impatto positivo dei cambi dello 0,7%”. In particolare, la crescita esterna (+9,9%) è stata determinata dalle recenti acquisizioni, dagli Scotch whisky Glen Grant ai vini Teruzzi & Puthod, oltre ai brand di terzi oggetto di nuovi accordi.
Sul fronte della redditività, l’Ebitda prima di oneri e proventi non ordinari si è attestato a 210,6 milioni (+7,1%) mentre il risultato operativo è stato di 190,5 milioni, in crescita del 3,6% rispetto a un anno prima (+3,3% a cambi costanti). Il risultato del gruppo si è invece fermato a 117,1 milioni, in lieve calo dello 0,8% rispetto all’esercizio precedente. Quanto basta per influenzare l’andamento del titolo in Borsa che ha lasciato sul terreno il 2,19%. Il risultato, tuttavia, sconta “l’assenza di partite straordinarie che hanno inciso sui numeri del 2005”, ha spiegato l’amministratore delegato Visone al Sole-24 Ore, aggiungendo che i numeri del 2006 “evidenziano la capacità di una azienda di crescere nell’ordine del 15% in un mercato difficile e sono in linea con gli obiettivi prefissati dal gruppo”.
Quanto alle stime per l’anno in corso, “siamo ottimisti”, ha aggiunto Visone, “i segnali di ripresa ci sono soprattutto sul mercato italiano che pesa per oltre il 43% sul fatturato del gruppo”. La società punta inoltre sui mercati tedesco e americano. Tornando ai numeri, il risultato netto registrato dal gruppo ha portato il consiglio di amministrazione a proporre all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,1 euro per azione (invariato rispetto al dividendo distribuito l’anno scorso).
Quanto ai debiti, a fine anno l’indebitamento finanziario netto si è attestato a 379,5 milioni contro i 371 milioni dell’anno precedente. Questo dopo una campagna acquisizioni che ha visto l’acquisto dei marchi di Scotch whisky Glen Grant, Old muggler e Braemar e dei relativi asset per un corrispettivo, pagato in contanti, di 130 milioni di euro. Lo scorso 2 novembre, invece, la Campari ha perfezionato l’acquisto dell’ultima quota, pari all’11%, di Skyy Spirits per 49 milioni di euro. La crescita esterna, però, sembra destinata a continuare anche nel corso dell’anno: “cerchiamo qualità e marchi che oltre ad avere già una leadership vantano potenzialità di crescita”, ha spiegato Visone, aggiungendo che, quanto ad acquisizioni, il gruppo è pronto a destinare circa 500-600 milioni di euro.

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