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Il Sole 24 Ore

“La mia lobby della qualità per l’Italia” ... Ermete Realacci: la fondazione Symbola valorizzerà le imprese più innovative... “L’Italia vive lo stesso destino di Garrincha, uno dei più grandi calciatori brasiliani di tutti i tempi. Da ragazzo era povero e affetto da poliomelite. Dovette subire un’operazione che gli lasciò una gamba leggermente più corta rispetto all’altra. Aveva poche possibilità non dico di giocare a pallone ma di camminare correttamente. Eppure divenne un fenomeno”.
Ermete Realacci, 52 anni, parte da qui per raccontare la sua idea di Italia. E ragiona un po’ come Voltaire quando, a metà del ‘700, si chiedeva “come mai in mezzo a tanti sommovimenti, guerre intestine, crimini e follie ci siano stati tanti uomini che hanno coltivato le arti utili e le arti piacevoli”. Che tradotto ai nostri giorni suonerebbe più o meno così: difficile vedere un Paese che investe così poco sulla ricerca e sull’innovazione, con scarsissima capacità di fare sistema e con evidenti limiti infrastrutturali che però produce una così alta capacità di competere.
“Evidentemente - spiega il deputato della Margherita e presidente della Commissione ambiente di Montecitorio - sopravvive una virtù antica che riesce ad esprimere vitalità e il gusto per le cose belle”. Questa non deve essere una giustificazione, ma un punto di partenza e un nuovo volano dell’economia. “Dobbiamo riuscire a mettere in rete il talento e le qualità italiane in relazione al territorio, alla sua storia e alle sue vocazioni”. Perché nella maggior parte dei casi i talenti si trovano nella provincia e sono in gran parte sconosciuti o nascosti nella pulviscolare realtà delle piccole medie imprese. “Vanno all’estero da soli perché nessuno li aiuta anche se magari hanno in mano brevetti o idee rivoluzionarie. Lavorano nell’hi-tech e nella meccatronica ma anche nell’agricoltura, nel turismo e nel design d’alta gamma”.
Un’economia leggera, o soft come è stata definita, antidoto contro il degrado ambientale e contro l’impoverimento sociale. Nel libro “Soft economy”, appunto, Realacci racconta solo alcune di queste storie. C’è Marco Caprai, l’artefice della rinascita del vino umbro Sagrantino e Lucio Marcotullio, l’amministratore delegato dell’abruzzese Brioni, il sarto di James Bond sin dai tempi di Sean Connery. Ma anche la Nuova Simonelli che dalle Marche esporta macchine da caffè a Pechino e l’Emilceramica di Fiorano Modenese. Ma anche il “profeta della ginnastica” Nerio Alessandri e il “sarto dei grattacieli” Renzo Piano o il “lattaio etico” Luciano Sita. Proprio per chiamare a raccolta tutti coloro che puntano sulla qualità e sui talenti del territorio e per mettere in comune le loro esperienze è nata la Fondazione Symbola. “Una lobby delle qualità italiane - spiega ancora Realacci - che vuole anche essere un’alleanza che parla alla politica, all’economia e alle istituzioni per indirizzare il futuro del Paese verso l’orizzonte della qualità e di uno sviluppo sano e duraturo”. Per questo faremo nascere il Piq, il Prodotto Interno di Qualità.
Strumento di lettura del “peso” della qualità nell’economia del paese. “Perchè, come già rilevava Robert Kennedy, il Pil, il Prodotto interno lordo, può misurare moltissime cose tranne ciò che da valore alla vita”. Tra le altre, c’è poi l’idea della Banca delle qualità. Una banca dati su base comunale nella quale organizzare le informazioni relative alle qualità territoriali italiane. Ma perchè questo fermento possa essere anche uno strumento di rilancio dell’economia serve uno slancio ulteriore. “Un patriottismo dolce” lo definisce l’ispiratore di Symbola. L’orgoglio italiano così come è stato riscoperto e sostenuto dal presidente Ciampi. Ma cosa c’entra il patriottismo con l’economia?
“Serve perchè dà un’identità positiva al Paese. E a chi mi dice che non è un concetto progressista suggerisco di andarsi a rileggere alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza”. Per accompagnare il nuovo made in Italy, Symbola ha pensato di far rivivere la Fiera Campionaria di Milano, luogo del sogno e simbolo del boom economico. “Un posto dove i territori incontrano le imprese, si stringono alleanze tra i saperi, tra le nuove tecnologie e la tradizione”.
L’accordo con Fiera Milano, il Comune e la Regione Lombardia c’è già. L’appuntamento è per la fine di novembre (22-25) del 2007 nel nuovo polo di Rho-Pero. Realacci conclude citando Saint-Exupery: “Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito”.

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