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Il Sole 24 Ore

Il vino tricolore esportato in 180 Paesi ... Record di vendite... Nonostante l’euro forte, il vino made in Italy conquista nuovi consumatori nel mondo. Lo sostiene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) rifacendosi ai dati 2006 resi noti a Parigi dall’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (Oiv) diretta dall’italiano Federico Castellucci. E questo in un contesto in cui le superfici vitate registrano un’ulteriore diminuzione in Europa, mentre crescono nei paesi terzi.
È significativo il fatto che in soli dieci anni le esportazioni italiane non solo sono aumentate in volume e in valori - è dell’altro ieri la notizia della crescita del 18% dell’export divino in Usa nei primi due mesi dell’anno (si veda Il Sole-24 Ore del 26 aprile) - ma hanno di fatto raddoppiato il numero dei Paesi acquirenti, passando da meno di 90 nel 1995 a 180 oggi. Praticamente quasi tutti i Paesi, visto che all’appello ne mancano solo 19. A favorire questo successo - spiega la Cia - la qualità e l’ampia scelta dei nostri vini, nonché il buon rapporto tra qualità, prezzo e origine. Un rapporto che però viene sempre più minacciato dall’impennata dell’euro. Non è infatti pensabile che producendo a costi in euro i vitivinicoltori italiani possano continuare a praticare prezzi alla vendita in dollari in maniera competitiva.

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