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Il Sole 24 Ore

Vino, la Francia contro l’Italia ... Riforme. Oggi la proposta della Ue... Il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, alzerà il velo oggi sull’attesa e controversa riforma dell’organizzazione comune di mercato (Ocm) del vino. Ma fino all’ultimo minuto si prevedono accese discussioni, all’interno della stessa Commissione, visto che le nuove proposte toccheranno interessi contrastanti dei grandi paesi produttori, Italia in primis.
E un’offensiva è stata sferrata in extremis dai gabinetti del commissario francese (Jacques Barrot) e del tedesco (Guenter Verheugen), con al seguitò più di dieci commissari di Paesi nordici e déll’Est per modificare due elementi della proposta originale: adottare criteri di ripartizione degli aiuti futuri più favorevoli a Parigi (e svantaggiosi per Italia e Spagna) e reinserire l’ammissibilità dello zuccheraggio.
Su quest’ultimo punto sembrava ieri sera prevalere la volontà della Fischer Boel di vietare l’aggiunta di saccarosio, pratica in uso nel Nordeuropa ma combattuta da italiani e spagnoli. Sulla questione dei fondi la battaglia rimaneva però aperta.
I collaboratori di Barrot hanno contestato la classica ripartizione dei fondi in base a criteri storici di utilizzo dei finanziamenti, che poneva la Spagna al primo posto, seguita dall’Italia. con la Francia relegata in terza posizione. Sostenendo invece a spada tratta un sistema di ponderazione che farebbe scendere gli aiuti per la ristrutturazione dei vigneti e la promozione del vino a favore dell’Italia il primo anno (probabilmente la campagna 2008-2009) dai 193 milioni della bozza originaria a 186, con una sforbiciata a favore di Parigi destinata a pesare ancora di più negli anni successivi. Inevitabile che Franco Frattini e lo spagnolo Joaquin Almunia cerchino fino all’ultimo di arginare l’iniziativa.
Ma l’esito dell’ultimo animato dibattito in Commissione non è che uno dei fattori che generano inquietudine tra i viticoltori italiani. Preoccupano l’idea di liberalizzare gli impianti di vigneti dal 2013, la proposta di unificare a livello europeo il sistema di appellazione “Doc” e la fine di misure di salvaguardia di mercato come la distillazione di crisi (che costa però circa 500 milioni di euro l’anno al bilancio Ue).
Le idee più radicali per sanare la sovrapproduzione di vino in Europa sono già state in parte smussate dalla stessa Fischer Boel, porgendo un orecchio ai produttori.
Rispetto alle linee guida presentate un anno fa, la Commissione ha dimezzato da 400mila a 200mila ettari l’obiettivo di superficie dei vigneti da estirpare. Inoltre è stata creata una rete di sicurezza che permetterà a un Paese di bloccare le estirpazioni se arrivano al 10% della superficie nazionale (in Italia perciò non oltre 72mila ettari potranno cessare la produzione).
E’ venuta poi a cadere l’apertura al commercio di mosti da Paesi terzi, criticata dal fronte mediterraneo. Molto ci sarà da discutere, comunque, anche tra i ministri dell’Agricoltura dei 27, dopo il varo della proposta dell’Esecutivo Ue, tanto che difficilmente la riforma potrà vedere la luce entro fine anno come si prefiggeva la Fischer Boel.

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