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Il Sole 24 Ore

Con Recioto e Amarone un po’ di salute ... Un bicchiere di Amarone o di Recioto migliora la salute del Poligrafico dello Stato. Non si tratta di una stravaganza dei dirigenti della società pubblica, né di un’infatuazione dei produttori di vini DOC della Valpolicella, in provincia di Verona. E’ la conseguenza di un recente provvedimento del Governo. Il “Decreto del 15 marzo 2007 - si legge nella relazione al bilancio 2006 dell’Ips - prevede per i produttori di Vini l’applicazione sulle bottiglie di speciali fascette - realizzate dall’Istituto - attestanti l’avvenuto controllo e recanti la numerazione progressiva, secondo il modello approvato dal ministero delle Politiche agricole”. “Il decreto è riferito inizialmente ai produttori di vini Doc della Valpolicella (Recioto ed Amarone), ma rappresenta secondo il Poligrafico - un primo passo verso un’estensione del criterio, che dovrebbe essere sancito a breve da specifica normativa, ad altri vini e prodotti, traducendosi in una concreta, consistente opportunità per l’Istituto”. Insomma, ogni bottiglia di buon vino, per ora solo Amarone e Recioto, più in là forse anche altri, fa aumentare la produzione di “speciali fascette” e quindi i ricavi del gruppo statale nato per la stampa della Gazzetta Ufficiale, dei moduli per la pubblica amministrazione, le schede elettorali, il conio delle monete (non i biglietti, stampati dalla Banca d’Italia), fornite anche a San Marino e al Vaticano. “L’istituto, grazie al know-how acquisito nella tracciatura del farmaco, è nella condizione di esercitare un ruolo da protagonista nello sviluppo di un programma di vaste proporzioni” nei controlli sull’originalità, la provenienza, la qualità dei prodotti alimentari. Tra le altre attività, nel primo trimestre di quest’anno “si è invertito il trend relativo alle inserzioni sulla Gazzetta Ufficiale il cui fatturato è risultato in crescita”. Quest’anno mancherà la produzione di schede elettorali, che valeva circa 30 milioni di ricavi in ciascuno degli ultimi due esercizi. Sarà “significativamente più contenuta la produzione di monete euro a circolazione ordinaria”. Il ministero dell’Economia - spiega il bilancio - “ha contratto da 822 a 700 milioni di pezzi le monete richieste, modificando rispetto al passato il mix a favore dei tagli ramati (1,2 e 5 centesimi), il cui peso è passato dal 57% al 62% sull’intero contingente”.

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