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Il Sole 24 Ore

E per il vino è sempre record ... Settori controcorrente, Marketing, qualità e coperture sui cambi fanno la differenza... L’euro forte non frena la domanda Usa di vino, con l’export italiano del 2007 che ha polverizzato il record conseguito l’anno prima. E non è nemmeno questione di sforbiciate ai listini, visto che il prezzo medio (5,15 dollari al litro) è salito del 2,2 per cento. E un fatto che nei dodici mesi dell’anno passato, in concomitanza con il dollaro che ha continuato a perdere terreno rispetto all’euro, l’export italiano in Usa ha sfondato per la prima volta la barriera dei 2,5 milioni di litri per un valore di 1,3 miliardi di dollari. L’incremento è stato, rispettivamente, dell’8,8 e del 9,7 per cento. E il motivo, come detto, non è riconducibile a interventi calmieratori sui prezzi, come si poteva ragionevolmente supporre. Per Lamberto Gancia, amministratore delegato dell’omonima casa di spumanti, la performance italiana ha la sua ragione d’essere “nel più alto livello qualitativo di vini e spumanti esportati. E’ un processo iniziato diversi anni fa che non si è mai fermato, con il valore aggiunto che ha continuato ad adeguarsi ai livelli superiori”. La tesi di Gancia trova concorde Giacomo Rallo di Donnafugata, che aggiunge: “Noi italiani non solo siamo riusciti a migliorare il livello medio dei nostri prodotti, ma siamo riusciti finalmente a capire che dovevamo agire sulla leva del marketing e della promozione. Anni fa si puntava a esportate quanto più possibile, magari sorvolando sul rapporto prezzo-qualità. Oggi accade l’esatto contrario”. Come dargli torto, visto che l’Australia nel frattempo ha tenuto i prezzi medi più bassi (4,33 dollari) di quelli italiani, ma ha finito per perdere il 5,5% del totale esportato. Nonostante i record, però, l’euro forte resta un argomento assai temuto dalle imprese che esportano vino (e non solo) in Usa. Di qui l’uso
sempre più ricorrente di prevenire le cattive sorprese con le coperture a termine,
oppure con accordi con l’importatore sul cambio fisso. Come fa l’azienda vinicola veneta Zenato con l’importatore Winebow. “Di fronte a cambi così ballerini - spiega Nadia Zenato - la nostra risposta è stata quella di fissare un rapporto euro-dollaro destinato a durare l’intero anno. Nel 2007 questo valore è stato di 1,37; oggi è 1,35. Noi abbiamo limato il valore all’export, l’importatore farà la sua politica di vendita. Il risultato è stato che nel 2007 abbiamo aumentato le vendite in Usa dell’11 per cento”.

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