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Il Sole 24 Ore

Il bio nasce in Franciacorta ... In Italia oltre30mila gli ettari coltivati, il doppio della Spagna e della Francia... Secondo l’istituto di settore, nell’ultimo decennio il nostro Paese è arrivato ai vertici della vitivinicoltura ecologica... “Dieci anni fa, la decisione: solo biologico, perchè è buono e valorizza il territorio”. E in questa frase tutta la filosofia che ha condotto l’azienda Barone Pizzini, cuore della Franciacorta che dista neanche un’ora da Milano, a che sembra lontana anni luce (aria pulita, distese di vigneti a perdita d’occhio) ad essere la prima in Italia. “Facciamo un vino prodotto da uva biologica - dice il presidente ed amministratore delegato della società, Giovanni Pagnori, un’azienda che vende quasi tutto in Italia, ma che esporta una fetta del proprio fatturato (circa 5 milioni che nel 2011 raddoppieranno) in mercati maturi come la Germania, la Svezia, gli Stati Uniti e il Giappone. Loro sono stati i primissimi, gli altri sono venuti dopo. “È stata una scelta coraggiosa, che rifaremmo”, conclude Pagnoni.
E in numeri confermano che il mercato internazionale del biologico è stabile: secondo i dati diffusi da Biofach, nel 2007 la spesa mondiale per alimenti bio ha superato 10 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà i 60 miliardi nel 2010.
Già nel 2006 l’istituto economico italiano Nomisma aveva evidenziato un netto aumento nel numero di agricoltori, produttori e rivenditori bio (da
40.965 a 44.733 con un fatturato di 2,6 miliardi di euro). E questo è un fenomeno che interessa ormai tutti i principali Paesi europei. Infatti, un incremento analogo si è registrato in Francia (crescita del 31% nella superficie bio coltivabile), Spagna (+15% nella superficie bio coltivabile), Austria (+35% nella superficie bio coltivabile), Germania (+18% nel fatturato dei prodotti bio) e in Gran Bretagna (+22% nel fatturato). Per quanto riguarda l’Italia in particolare, una recente indagine della Coldiretti ha evidenziato un aumento record nel 2007 del 9% per il biologico a tavola, in controtendenza con l’andamento del mercato. Il 79% degli italiani ha mangiato bio nel 2007.
E necessario partire da questa premessa per vedere qual è lo stato di salute in ambito bioenologico, il mercato del vino prodotto da uva biologica in Europa per constatare che l’Italia ha una posizione di primissimo piano. E sempre il Biofach a sottolineare come nell’ultimo decennio l’Italia si è posta ai vertici della vitivinicoltura biologica europea ed è tuttora leader assoluto nella viticoltura biologica con oltre 30mila ettari di vigneti bi1ogici controllati. Ma anche Spagna (circa l5mila ettari di vigneti bio), Germania (2mila ettari) e Francia (15mi1a ettari) mostrano
uno spostamento crescente (a due cifre) verso la viticoltura biologica che è tra l’altro da sempre applicata nelle più prestigiose cantine.
La situazione al di fuori del continente europeo indica che anche negli Stai Uniti, e precisamente nella patria della produzione vinicola americana, cioè la California, non è dissimile da quella europea, in quanto la crescita del mercato. Secondo il CCOF, California Certifìed Organic Farmers, maggiore ente certificatore del biologico in California, la richiesta di certificazione bio è enormemente aumentata negli ultimi armi: si è passati dai 4.921 acri di vigneti certificati del 2000 agli 8.370 del 2006. Sono circa 140 vigneti/aziende vitivinicole certificate. Secondo il California Sustainable Winegrowing Report Alliance, oltre 1.165 vigneti e aziende vitivinicole stanno valutando la sostenibiltà dei propri metodi di viticoltura: un business che vale il 33% dei 522mila acri di vigneti presenti e il 53% della produzione annuale.
Nel dettaglio, il biologico in Italia: 114% della superficie agricola nella comunità europea è biologica (Eurostat, l’ufficio statistico della Comunità europea, conferisce all’Italia il primato nella quantità di terreno coltivata a biologico). L’Italia può vantare 1,1 milioni di ettari, ben il 17% del totale nei 25 stati membri dell’Ue. Seguono la Germania e la Spagna, con 0,8 milioni di ettari ciascuno, pari al 13% (dati AIAB-Associazione Italiana per l’Agricoltura biologica). Degli 1,1 milioni di ettari coltivati a bio, 30mila sono vigneti biologici controllati.

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