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Il Sole 24 Ore

Il campione di F1 che non ama la velocità ... Da tre Lustri Mario Andretti produce vino nella tenuta di Oak-Knoll... A Mario Andretti piace la velocità e il brivido. Ma da quando una quindicina di anni fa si è dato alla viticoltura in California - è proprietario della tenuta di Oak-Knoll - l’ex campione di Formula1 non ha sperimentato né l’una né l’altro. In America il settore ha vissuto in passato una fase poco dinamica, caratterizzata da sovraproduzione, domanda anemica e dall’arrivo di vini a poco prezzo, importati da Cile, Ungheria e Sudafrica. Alla fine dell’anno scorso c’è stata un’inversione di tendenza: i livelli di produzione sono tornati sotto controllo, molte vigne di bassa qualità sono state estirpate, i prezzi si sono stabilizzati e le esportazioni di vino californiano sono balzate dell’8,6%, al record storico di 951 milioni di dollari. Una crescita che è dovuta al dollaro debole e a un processo di graduale accettazione del vino americano a livello internazionale.
A tutt’oggi la gran parte del vino californiano (lo Stato produce il 90% del vino americano) è venduta entro i confini statunitensi. Due bottiglie su tre finiscono sugli scaffali dei supermercati o delle enoteche americane. Il restante terzo della produzione nazionale va all’estero: 60 milioni circa di casse che ogni anno si dirigono verso 125 Paesi. La California è oggi il quarto produttore mondiale di vino, dietro a Francia, Italia e Spagna. I vigneti concentrati nella Napa Valley e nella Sonoma Valley coprono 2l3mila ettari e producono 3,2 milioni di tonnellate di uva da vino l’anno. L’attività vinicola è principalmente a conduzione famigliare. Quasi tutte le circa 2.600 case vinicole californiane sono piccole aziende agricole indipendenti. I produttori californiani vedono le maggiori opportunità di crescita in Asia: le esportazioni nella Corea del Sud, per esempio, sono salite l’anno scorso del 60% a 18 milioni di dollari, quelle in Cina del 74% a 16 milioni. Il mercato cinese dovrebbe crescere del 70% tra il 2006 e il 2010 e diventare uno dei primi dieci del mondo per consumo complessivo.

L’ambizione di conquistare i mercati stranieri non deve comunque distrarre i viticoltori dal mercato americano. L’America ha uno dei consumi pro capite più bassi del mondo occidentale. E un enorme potenziale. Mentre in Francia, in Italia, in Slovenia, in Croazia o in Portogallo si consumano dai 40 ai 60 litri divino l’anno per persona, l’americano medio ne beve solo 8 o 9. I gusti americani si stanno evolvendo, soprattutto da quando alcuni studi hanno dimostrato che un bicchiere di vino rosso al giorno abbassa il rischio di malattie cardiovascolari. Il consumo pro capite divino aumenta anno dopo anno. Se dovesse arrivare alla metà dei livelli di consumo raggiunti in Europa, il mercato Usa potrebbe diventare una miniera d’oro per i produttori, americani e stranieri.
Una strategia potrebbe essere quella di consolidare il legame tra vino e turismo. In California, ad esempio, il rapporto è già stretto: nella Napa Valley ogni anno giungono 19,8 milioni di visitatori, che si riversano nelle sale di degustazione delle aziende vinicole per assaggiarne i vini, visitare i laboratori di fermentazione e di imbottigliamento, passeggiare tra le vigne, comprare souvenir e intere casse da spedire a casa. Oltre ai 54 miliardi di dollari in vendite al dettaglio, quindi, l’industria del vino in California genera due miliardi di dollari aggiuntivi l’anno grazie al “turismo vinicolo”. I turisti sono attratti anche dalle celebrità del cinema, dello sport e della musica che negli ultimi anni si sono dedicate all’“hobby” della viticoltura. Il più famoso è il regista de “Il Padrino” Francis Ford Coppola, che produce uno dei migliori cabernet della Napa Valley, il Rubicon. La sua azienda vinicola Niebaum Coppola va a gonfie vele, tant’è che il suo ultimo film “Youth without Youth” è stato quasi interamente finanziato dai profitti del vino. Oltre a Coppola, producono vino in California anche l’attore Sam Neill di “Jurassic Park”, il campione di golf Greg Norman, la pattinatrice Peggy Fleining e le star del rock’n’roll Vince Neil dei Motley Cru e Mick Fleetwood del Fleetwood Mac.

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