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Il Sole 24 Ore

Brunello, ispezione dagli Usa ... Vino. Prevista per domani la nomina del nuovo presidente... Gli americani sono andati giù dritti al cuore del problema come se nulla fosse stato già detto. Sulla vicenda del Brunello di Montalcmo “tagliato”, da un paio di settimane dagli Stati Uniti era giunta la richiesta di conoscere i nomi delle aziende produttrici finite sotto i fari della magistratura. Quella stessa domanda è stata riformulata ieri dalla delegazione del Ttb ai rappresentati del Consorzio di tutela incontrati all’Enoteca Italiana di Siena. Ma il chiarimento non c’è stato. Non ci poteva essere.
Come già spiegato allora, anche ieri la risposta del “reggente” Patrizio Cencioni - cooptato lunedì sera nel Cda del Consorzio in sostituzione del presidente dimissionario Francesco Maroni Cinzano - è stata la stessa: “I nomi che conosciamo li abbiamo appresi dai giornali. Di ufficiale non sappiamo nulla, per la semplice ragione che quei nomi li può fare solo la magistratura”. E chi pensava che spiegare direttamente alla delegazione americana come funzionano i controlli e le leggi italiane potesse chiarire i punti oscuri della vicenda del Brunello, è rimasto di fatto senza risposta. Quindi anche la minaccia di un eventuale blocco all’import di vino a far data dal 23 giugno resta una questione aperta.
La delegazione guidata dal presidente del Ttb, Victoria McDowell, ha infatti ribadito che i produttori di Brunello che vorranno esportare in Usa debbono accompagnare le partite con un’autocertificazione di conformità, che assicuri che il vino della vendemmia 2003 è prodotto secondo disciplinare. Una procedura che è già in vigore per quelle aziende su cui non pende alcuna restrizione giudiziaria, che poi sono la stragrande maggioranza di quelle iscritte al Consorzio di tutela, e che permette agli americani di rivalersi sul produttore, qualora un domani dovesse emergere qualche contrarietà.
Il “reggente” Cencioni ad ogni modo a questo riguardo ha sostenuto che l’attività delle aziende produttrici procede normalmente, con la domanda di prodotto 2003 in forte crescita. Quanto alla disponibilità data dal ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, di valutare eventuali richieste di modifica del disciplinare di produzione, Cencioni ha detto che tale questione non solo non è all’ordine del giorno, ma non si pone perché la maggioranza dei produttori crede nel disciplinare che ha. Dunque un Brunello di Montalcino fatto con solo uve di Sangiovese grosso. Per giovedì, poi, il Cda del Consorzio provvederà a nominare il suo nuovo presidente.

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