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Il Sole 24 Ore

Brunello, il disciplinare non si tocca … Intervista. Piero Antinori, presidente dell’azienda vinicola… Ancora pochi giorni per il via libera alle esportazioni di Brunello di Montalcino negli Stati Uniti. “La prossima settimana chiuderemo la partita”, ha detto ieri all’assemblea di Confagricoltura il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia.

Intanto, il gruppo Antinori esce dall’inchiesta sull’autenticità del Brunello.

La magistratura di Siena ha sbloccato le 150mila bottiglie annata 2003 della casa vinicola fiorentina, risultate perfettamente in regola col disciplinare della Docg, che impone l’utilizzo al 100% di uve Sangiovese. Per il marchese Piero Antinori, che comunque lamenta “un danno d’immagine difficilmente quantificabile”, sarebbe opportuno “introdurre a livello di normativa nazionale piccoli margini di tolleranza nel rispetto dei disciplinari”.

Pensa che tutta l’inchiesta finirà in una bolla di sapone?

Non ho elementi per dirlo. Certo, immagino che qualcosa di sostanziale dovrà pur essere accaduto a Montalcino, perché se guardo al caso nostro non mi spiego un simile impegno di mezzi e di uomini da parte della Procura e delle Forze dell’ordine. in fondo, ci hanno solo contestato un errore formale.

Che genere di errore?

Tre ettari di vigna iscritti nella denominazione Sant’Antimo e, per uno sbaglio materiale, catalogati come Sangiovese mentre si trattava di uve Petit Verdot. Errore ininfluente, perché il Sant’Antimo può utilizzare uve diverse dal Sangiovese. Il sospetto era che avessimo sfruttato quella vigna per la produzione di Brunello, ma non era vero e le analisi di laboratorio hanno dimostrato in maniera incontrovertibile la nostra correttezza.

Lo stop temporaneo all’annata 2003 vi ha creato un danno?

Soprattutto d’immagine: sui mezzi di comunicazione siamo apparsi come dei taroccatori. Adesso però mi sento più sollevato.

C’è chi propone di cambiare il disciplinare del Brunello: lei sarebbe favorevole?

No, penso che sarebbe sbagliato, specie in questo momento. Però il Governo, per evitare il ripetersi di casi spiacevoli, potrebbe per decreto o con una modifica della legge quadro 164, quella che regola i disciplinari, introdurre una tolleranza minima nel rispetto dell’obbligatorietà del 100% di purezza. Diciamo tra il 3 e il 5%, massimo 7 per cento. È la stessa che hanno i vivaisti che forniscono le barbatelle per le nuove vigne. Anche le analisi, del resto, hanno un minimo di tolleranza.

Come giudica l’azione del Governo in questa vicenda?

Il ministro Zaia si è mosso con tempestività e ha fatto tutto il possibile per sbloccare il mercato americano, il mio è dunque un giudizio positivo. È anche opportuno introdurre sistemi di analisi, oggi tecnicamente possibili, per verificare la varietà dei vitigni, l’origine delle uve e l’annata dei vini. Più controlli e severità, ma in un quadro di regole ragionevoli.

Il mercato come va?

Il gruppo Antinori sta crescendo a un ritmo del 5% rispetto ai 135,6 milioni di ricavi del 2007. E, dopo che ieri abbiamo avvisato i nostri distributori esteri che l’annata 2003 del Brunello era disponibile, in poche ora abbiamo ricevuto ordini per circa la metà della produzione.

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