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Il Sole 24 Ore

Vendemmia, il “voucher” piace ... Sacconi: “Preoccupa il ritardo del Sud, senza indicazioni via alle ispezioni”... Decolla il ricorso ai voucher nella vendemmia 2008, lo strumento adottato in via sperimentale proprio nel settore del vino, per utilizzare nelle operazioni di raccolta studenti (con meno di 25 annidi età) e pensionati. Secondo i dati dell’Inps i ticket già venduti sono arrivati nel giro di pochi giorni a quota 73mila. Concentrati soprattutto in tre regioni: 30mila sono in Veneto, l3mila in Lombardia e 6mila in Friuli-Venezia Giulia. Numeri di rilievo messi a segno nonostante anche i limiti stringenti fissati dalla legge: i voucher (che hanno un valore unitario di 10 euro) possono essere utilizzati entro un tetto massimo di mila euro per addetto e di 10mila euro per azienda.

I “tagliandi” per la vendemmia sono distribuiti dall’Inps anche mediante le organizzazioni agricole (in Veneto e Friuli Venezia Giulia sono reperibili anche negli uffici delle Poste), e vengono consegnati al lavoratore che può poi incassarli presso gli stessi uffici postali, il tutto garantendo alle imprese un drastico taglio degli adempimenti rispetto al percorso ordinario.
“Se è straordinario il dato del Veneto - ha commentato ieri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - più preoccupante appare il ritardo in molte regioni del Mezzogiorno nelle quali, in assenza di indicatori migliori, si concentrerà l’attività ispettiva. Inoltre se, come sembra, la sperimentazione avrà successo, il ministero del Lavoro procederà ad estenderne l’ambito di applicazione come già disposto dai recente decreto legge che ha realizzato la manovra economica per il prossimo triennio”.
Indicazioni sulla fase sperimentale provengono anche dal territorio. Le operazioni di raccolta, cominciate solo in alcune zone, stanno riguardando le varietà a maturazione precoce (sauvignon, pinot grigio) e quelle utilizzate come base per gli spumanti (chardonnay, pinot nero). Vitigni piantati soprattutto nelle regioni del Nord e del Nord-Est. “Per noi il voucher vendemmia è un’operazione di successo - dice Giancarlo Prevarin, amministratore delegato della cantina veneta Collis che vanta 3mila soci e 6.700 ettari di vigneto -. Al momento è in cantina solo il l5% della produzione. Ma all’interno di questa quota oltre i1 50% delle uve sono state raccolte utilizzando il sistema dei voucher”. “Si tratta di uno strumento che garantisce semplificazione e trasparenza alle aziende - aggiunge il direttore del Consorzio della Franciacorta, Adriano Baffelli -. E al di là delle imprese che si rivolgono alle agenzie di lavoro interinale, laddove si privilegia il rapporto diretto con la manodopera, il ricorso al voucher ha toccato punte del 60 per cento”, “Anche in Friuli - sostiene il direttore del Consorzio del Collio, Paolo Bianchi - c’era molta attesa. Le adesioni sono venute più dai lavoratori pensionati che dagli studenti. La misura ha coinvolto circa 300 persone pari al 6-7% della forza lavoro impiegata nella nostra zona”.
Tuttavia sul voucher non si riscontrano solo commenti positivi. C’è infatti anche chi non è del tutto soddisfatto e avanza qualche proposta. “Nel nostro caso - sostiene il direttore dcl Consorzio ddll’Oltrepò, Carlo Alberto Pafont - di studenti e pensionati neanche l’ombra. Forse perché non interessati a operazioni che in aziende più grandi possono durare neanche due mesi. Beninteso: riteniamo quella del voucher un’ottima idea. Ma va rivista in qualche aspetto e forse estesa anche al personale extracomunitario perché così com’è sembra adatta solo alle piccole imprese nelle quali la vendemmia dura 10 giorni”.
Ma non tutti sono d’accordo. E il caso ad esempio di Giorgio Colutta, viticoltore friulano titolare di un azienda di 24 ettari. “Abbiamo creduto nei voucher fin dal primo momento- spiega-. Ho già utiizzato oltre una decina di addetti, prevalentemente pensionati, che finora si sono solo lamentati del fatto che i limiti di legge non gli hanno consentito di lavorare di più”.

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