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Il Sole 24 Ore

Un’Opec agricola nel Mediterraneo ... “L’Italia punta a essere il baricentro nella cooperazione tra le due sponde”... Una collaborazione sinergica che porti allo sviluppo economico dei Paesi coinvolti e, soprattutto, che vede l’Italia protagonista nel settore agricolo. E questo il senso del progetto di partnership fra gli Stati che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo, una sorta di “Opec produttiva”, come la definisce Antonio Buonfiglio, sottosegretario di Stato presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, 40 anni tra qualche giorno. Un argomento di cui si sta discutendo a Bruxelles al seminario Euro-Mediterraneo organizzato dal Comitato Mediterraneo del Fipa assieme al Copa.
Qual è il ruolo dell’Italia in questo progetto di integrazione e cooperazione?
La situazione geo-politica ed economica spinge l’Italia verso un rapporto più organico con gli altri Paesi del Mediterraneo. Un rapporto nel quale dobbiamo assumere un ruolo di guida, nonostante le nostre debolezze strutturali, per affermare la nostra leadership sui mercati nelle produzioni di qualità. Abbiamo produzioni agricole in parte simili agli altri Paesi mediterranei, per esempio l’olio e l’ortofrutta. La cooperazione potrebbe favorire un’aggregazione del prodotto con la creazione di un sistema condiviso, come se fosse un distretto unico.
L’Italia è il baricentro culturale e produttivo del Mediterraneo, un ruolo che gli altri ci riconoscono e che dobbiamo sfruttare. In che modo?
Con l’apertura dei mercati si presenta un’alternativa: o subire la concorrenza degli altri Paesi mediterranei o concorrere insieme per creare una massa importante di produzione migliorandone la qualità secondo regole precise e controlli. Potremmo esportare il nostro know how, i nostri processi di lavorazione. Per intenderci, l’olio extravergine italiano resterebbe la punta di diamante, ma il resto della produzione di questo sistema mediterraneo potrebbe venire utilizzato per aggredire altri mercati mondiali. E meglio intervenire integrandosi che non aspettare l’ingresso di Paesi esterni che magari farebbero concorrenza sleale penalizzando tutta l’area mediterranea.
L’Italia è pronta alla creazione dell’area di libero scambio euromediterranea prevista per il 2010? Probabilmente ci sarà uno slittamento della data, forse al 2020, L’Italia è pronta, ma la situazione va affrontata stabilendo regole precise valide per tutti.
Cosa possono fare le organizzazioni agricole?
Hanno un ruolo importante: sono i custodi e coloro che tramandano la qualità italiana. Inoltre potrebbero aiutare nell’organizzazione di distribuzione dei prodotti, ma anche nella costituzione di un disciplinare di qualità per la creazione di un possibile marchio mediterraneo.

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