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Il Sole 24 Ore

Ici rurale, Comuni all’impasse … Per la riscossione i sindaci attendono una norma interpretativa... Nelle zone a vocazione agricola possibili aggravi dall’estensione dell’imposta comunale... Su come applicare l’Ici ai fabbricati rurali, anche i Comuni attendono una norma che faccia chiarezza. Nel frattempo, almeno per l’imminente scadenza del saldo 2008, non sembra che le amministrazioni locali facciano affidamento sulle eventuali maggiori entrate derivanti da un’applicazione generalizzata dell’imposta, dopo le recenti sentenze della Cassazione e le circolari di Anci-Emilia Romagna (n. 117 del 24settembre2008) e Ifel (n. 141 del 24 novembre 2008) secondo cui la ruralità non ha effetto, ai fini dell’esenzione dal tributo comunale. “Per cambiare la disciplina della tassazione immobiliare e avviare nuovi accertamenti sui fabbricati rurali spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Bologna, Paola Bottoni aspettiamo una norma interpretativa che chiarisca la portata della ruralità ai fini Ici. Sicuramente, gli accertamenti che abbiamo effettuato a partire dal 2007, in collaborazione con la Guardia di Finanza, sul possesso dei requisiti di ruralità degli immobili, hanno dimostrato la necessità di intervenire in questo campo”. Bocce ferme, per il momento, anche a Verona e Mantova: in questi casi, gli accertamenti si concentrano sul possesso effettivo dei requisiti di ruralità. “Per il 2009 spiega l’assessore alla Programmazione e al bilancio partecipato del Comune di Mantova, Fabio Piccinelli non ci saranno novità nell’applicazione dell’Ici ai fabbricati rurali. Siamo orientati piuttosto a introdurre, dal 2010, forme di esenzione che tengano conto delle peculiarità delle cooperative agricole con finalità sociali operanti nel nostro territorio”. Gli amministratori delle zone a vocazione agricola temono che il vantaggio derivante da un’applicazione generalizzata dell’Ici agli immobili rurali sia vanificato dalla mole del contenzioso che potrebbe derivarne. “Per evitare una marea di ricorsi avverte Massimo Trasatti, assessore alle Politiche finanziarie del Comune di Parma riteniamo sia meglio procedere con estrema attenzione e aspettare un intervento del legislatore”. E la stessa linea seguita dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, che radunano nove municipi con una popolazione residente di 100 mila abitanti. “Noi ci atteniamo strettamente alle norme vigenti”, precisa il responsabile delle Entrate Paolo Fenati. “Mettere in campo interventi in seguito a un nuovo orientamento della giurisprudenza - aggiunge - potrebbe causare un contenzioso enorme. Peraltro, non si esclude questo rischio neanche con una norma interpretativa. Basti pensare a ci che è già successo in passato, nonostante le diverse pronunce del legislatore, sulle aree fabbricabili”. A Faenza, in provincia di Ravenna, la responsabile dell’ufficio tributi Cinzia Capri fa sapere che “per il 2008 non ci sono né il tempo né la possibilità di mettere in campo nuovi interventi. Per quanto riguarda le cooperative agricole - aggiunge - abbiamo solo cercato di recuperare l’imposta non versata fino al 2007, prima, cioè, dell’ampliamento delle ipotesi in cui una costruzione agricola è considerata fabbricato rurale (con l’articolo 42-bis della legge 222/2007, ndr)”.

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