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Il Sole 24 Ore

Tra gli “outsider” si nascondono grandi promesse ... Il prezzo è un indicatore valido di un buon vino? O meglio, i prezzi alti (da 30 euro in su) sono garanti di un eccellente rosso, di un ottimo bianco e di un interessante spumante metodo classico? No, non lo sono, così come non io sono di un paio cli scarpe, di un abito, di un mobile, di un oggetto di design. Allo stesso modo non è consigliabile acquistare una bottiglia a un euro o a 0,85 centesimi pensando di aver fatto un grande affare. Basta fare i calcoli e pensare al costo di una bottiglia in vetro, dell’etichetta, della capsula, del tappo e al costo di commercializzazione. Ci sono limiti sotto i quali i rischi di una bufala sono certi, mentre il plafond superiore è dato soprattutto dal valore complessivo dell’azienda produttrice (storia, serietà, costanza nella qualità, considerazione delle guide, terreni, vitigni etc), insomma dalla griffe, così come succede per la moda. È il consumatore che partecipa alla costruzione del prezzo, acquistando o meno quei vini.
E certo comunque che molti vini valgono il prezzo espresso, in basso come in alto, soprattutto quando la domanda risponde perfettamente all’offerta. L’Italia è sempre stata un produttore vinicolo che ha espresso la propria forza nella fascia cosiddetta media. Dunque c’è grande scelta intorno ai 10 euro. Ma come cercarli? Forse la prima regola, avendo un budget davvero limitato, è di non cercare subito la marca conosciuta, bensì di individuare il vitigno gradito, il territorio desiderato e frugare tra i concorrenti della bottiglia must. Negli scaffali di enoteche, negozi, gdo, sempre più la scelta dei vini made in Italy è cresciuta, ormai non ci sono più territori o doc (denominazione di origine controllata) e pure Docg (denominazione controllata e garantita.) con poche etichette.
Dunque si può ben sperimentare e tener presente che molte griffe importanti hanno, nella loro offerta globale, anche vini a prezzo interessante. Questo perché, prodotti in larga quantità, servono spesso per sostenere i rossi o i bianchi d’immagine. Comunque sia, è sempre importante leggere con attenzione l’etichetta, soprattutto la provenienza di un vino, le sigle indicate (Igt, Doc, Docg), rendersi conto se il vino sia imbottigliato all’origine dall’azienda che lo mette sul mercato oppure solo imbottigliato da chi lo commercializza. Qualche volta ci si può affidare, nella scelta, all’enotecario, al commesso preparato, soprattutto se di fiducia, anche perché nei vini di fascia di prezzo inferiore i margini molte volte sono attraenti anche per il venditore.
Infine è importante tenere presente che fra gli outsider, magari fino a 8 euro, si può nascondere la grande promessa, pronta a salire nella hit parade della critica (aspetto che fa subito alzare il prezzo). Di conseguenza chi riesce a individuare prima questa etichetta paga meno e ha la soddisfazione di aver scoperto la chicca. Cosa che non succede acquistando sempre vini già affermati a prezzi imposti. Un’ultima considerazione: non sempre i vini di alto prezzo sono i più pregiati, a volte succede che nei wine tasting vengano preceduti nelle graduatorie di degustazione da etichette meno costose e sconosciute al pubblico. “La qualità di un vino dipende dalla qualità del degustatore, siccome la qualità del degustatore non esiste...” (E.Peynaud).

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