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Il Sole 24 Ore

E Sordi stappò il Prosecco ... Questa testimonianza inedita di Alberto Sordi sul Prosecco (scritta nel 2001) tratta dal volume, in uscita in settimana, di Francesco Festuccia, “Sui muri scrivono Viva il Prosecco Abbasso lo Champagne. Ma io amo tutte le bollicine del mondo, intervista a Luca Bisol” (omonimo produttore di prosecco a Valdobbiadene) per le edizioni Sovera Multimedia (prefazione di Giovanni Malagò, pagg. 96, € 10,00)... “Vedi - disse mentre girava tra le mani un calice della bionda e briosa bevanda - il nostro paese sa produrre nettari come questo, un vino leggero ma con una grande anima, che ti infonde allegria, appaga il palato e si sposa con tutti i cibi. Ho bevuto e apprezzato i grandi rossi delle Langhe, quelli più morbidi della Toscana, i bianchi profumati del Nord e quelli impagabili, carichi del sole del Sud, ma ora, arrivato alla piena maturità, ho scoperto la leggerezza del Prosecco, l’originalità di questo vino, la sua tollerabilità. Il Prosecco non ha veramente nulla da invidiare agli spumanti e meno ancora al tanto decantato Champagne. La differenza la fa solo la grande capacità dei francesi di saper vendere bene i loro prodotti. Osserva come un francese porterebbe a tavola una bottiglia di Champagne. Intanto la terrebbe tra le braccia come se fosse un Bambinello e la poggerebbe delicatamente sulla tavola, per iniziare subito dopo la cerimonia a sfilare la stagnola intorno al tappo, svitare con movimenti sicuri e misurati la gabbietta e, lentamente ma molto lentamente, in religioso e ammirato silenzio, spingere il tappo fino a farlo uscire con un impercettibile “pluff”. Dopo averlo annusato ci servirà un liquido che, suggestionati da tanta referente cerimonia, non saremmo portati che a definire un nettare... Guarda invece come porterebbe una bella bottiglia di Prosecco un nostro conterraneo. Presa per il collo verrebbe con energia sbattuta sul tavolo. Con pochi gesti strapperebbe la stagnola e, dopo aver distrutto la gabbietta, lascerebbe che il tappo esplodesse andando a sbattere contro il soffitto... il primo vino uscito di getto, si verserebbe sul tavolo e, a quel punto, come da italica tradizione tutti intingerebbero la punta delle dita sulla candida schiuma e toccandosi le orecchie esclamerebbero “Allegria, porta bene!” e berrebbero distratti, senza apprezzare fino in fondo il magnifico vino che stanno gustando! Io, invece, che ho bevuto nel corso della mia vita Champagne e Spumante, oggi gradisco e preferisco il buon Prosecco. Ne apprezzo l’inconfondibile sapore, il delicato perlage, la gradevole leggerezza che nulla toglie però alla sua anima di grande vino, l’eccezionale digeribilità, il piacevole accompagnarsi a tutti i piatti... La sua natura mite, ma raffinata assomiglia tanto a questa bella terra che conosco e amo anche perché ha dato i natali al grande Rodolfo Sonego, magnifico sceneggiatore e mio fraterno amico”.

Alberto Sordi

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