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Il Sole 24 Ore

Il borgo rinasce dalle bollicine ... Un borgo medioevale (Villa a Monticelli Brusati, nel Bresciano), la passione di una famiglia per il suo territorio d’origine, un prodotto di qualità (le bollicine di Franciacorta) e investimenti di anni e anni. Parte da qui l’esperienza vincente di diversificazione del business dei Bianchi, industriali del settore meccanico, che negli anni 70 hanno iniziato a ridare vita al borgo Villa e a creare le fondamenta di quella che diventerà un’azienda vitivinicola di successo. Fra i protagonisti, adesso, di un distretto che, grazie al suo Franciacorta docg e non solo, è tra quelli più apprezzati dagli appassionati di turismo del vino. Dopo anni di impegno nel borgo e in vigna, per i Bianchi la prima bottiglia arriva nel 1978. E poi è la volta dei riconoscimenti. Il Pinot di Franciacorta (allora si chiamava così) Villa 1978 viene selezionato per rappresentare le bollicine metodo Champenoise italiane al convegno nazionale degli enologi. Qualche tempo dopo, insieme a pochi altri produttori, Alessandro Bianchi dà origine al Consorzio di Franciacorta, strumento volontario di autoregolamentazione che porterà l’intero territorio al successo poi riconosciuto in tutto il mondo. Fin dalle prime ricerche sulle bollicine, Alessandro Bianchi ha dimostrato con i fatti la sua passione per questa nuova dimensione di vita e di business. E la ricerca continua dell’eccellenza. Ecco perché in cantina si producono esclusivamente millesimati: non vengono fatti assemblaggi con uve provenienti da altre vendemmie o altre annate, ma sono utilizzate solo quelle della stagione. In questo modo, la cantina ha il controllo di tutta la filiera produttiva: dalla vigna alla bottiglia. Il millesimo riportato su ogni bottiglia può quindi consentire all’intenditore di leggervi le condizioni uniche di ogni singola vendemmia. “Questo determina una particolare attenzione per la qualità dell’uva e un andamento delle quantità soggetto alle condizioni climatiche di ogni anno: sinonimo di qualità e unicità”, spiega Roberta Bianchi, la figlia del fondatore e appassionata promoter della cantina e dell’agriturismo di charme ad essa collegato. Perfino il Brut, che solitamente è il vino base di un’azienda, da Villa è millesimato. Con 300mila bottiglie prodotte (250mila bollicine docg, 50mila vini fermi), di cui il 90% viene venduto in Italia e il 10% all’estero, il fatturato 2009 ha raggiunto 1,9 milioni. Il giro d’affari tra il 2006 e il 2009 è cresciuto del 26 per cento. “Motivo d’orgoglio è anche il recupero del borgo - spiega ancora Roberta Bianchi - ristrutturato rispettando la tradizione architettonica locale e ricorrendo all’uso dei materiali delle abitazioni storiche della zona. Da qualche anno l’abbiamo aperto all’ospitalità rurale, rispondendo alla domanda dei tanti turisti appassionati delle nostre colline. È stato un investimento fatto col cuore, per restituire alla comunità parte di quello che avevamo ricevuto.

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