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Il Sole 24 Ore

Lo spumante corre all’estero ... Spumanti italiani superstar all’estero. Le vendite di bollicine made in Italy nel primo semestre del 2010 sono cresciute del 21% in quantità e dell’8,3% in valore. Dopo il 2009 (anno in cui la crisi aveva rallentato la corsa a un +2%) l’export ha quindi ripreso il percorso di successo che ha contrassegnato gli ultimi dieci anni. Nel periodo 2000-09, infatti, le vendite all’estero di spumanti italiani hanno messo a segno un vero e proprio boom passando da 70 a 193 milioni (+175 per cento). Il punto sul settore verrà tracciato oggi (e fino a domenica) a Venezia nel corso della 46° edizione del Forum spumanti. Come emerge dai dati che saranno presentati a Venezia (e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare) la ripartenza dell’export è stata trainata dai mercati tradizionali. In Germania, primo “cliente” delle etichette italiane, nel primo semestre 2010 le vendite hanno toccato quota 36,9 milioni di euro con un progresso dell’11,3 per cento. Negli Usa, invece, il giro d’affari degli spumanti italiani ha raggiunto i 27,3 milioni (+19,5%). Secondo le cifre di Global trade information, elaborate da Eugenio Pomarici dell’Università di Napoli, un contributo importante sul fronte internazionale viene da alcuni mercati nuovi, come la Russia (in vertiginosa crescita, +193%), ma anche dalle vendite in Belgio e Svezia (entrambi registrano un +26%) e in Canada (+37 per cento). Lo spumante italiano sulla strada dello champagne francese? “Non proprio e non ancora - spiega il direttore del Forum spumanti d’Italia, Luca Giavi -. Le bollicine italiane nonostante il positivo trend sono oggi presenti in 74 paesi, contro i 193 dello champagne, per cui c’è ancora da lavorare. Come molto resta da fare sul fronte interno”. I dati sui consumi nazionali parlano infatti di un mercato che a differenza dell’export procede a rilento tanto che a fine anno si stima una flessione degli acquisti di circa il 7 per cento. “Dobbiamo lavorare sul fronte dell’offerta - ha aggiunto Giavi -. Se infatti grazie alla moda degli apertivi siamo riusciti a sganciare le vendite dal periodo delle festività natalizie, ora le prossime sfide sono quelle di accreditare le bollicine made in Italy come vino da tutto pasto, o esplorare la possibilità di allargare i consumi anche al periodo estivo”.

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