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Il Sole 24 Ore

L’export di vino cresce sempre a due cifre ... Manifestazioni. In vista di Vinitaly comincia la selezione dei produttori top 100 da parte di Wine Spectator ... s Il vino italiano più forte della crisi: nei primi otto mesi dell’anno l’export è cresciuto del 144% raggiungendo 1,54 miliardi di litri e del 13,6% in valore, a 2,7 miliardi di euro. Peccato però che al boom dell’export manchi l’abbondanza del prodotto delle altre vendemmie. I dati confortanti sul nostro export hanno ieri fatto da cornice a Milano alla presentazione da parte di Veronafiere e Vinitaly di Opera Wine, un progetto nato per offrire agli operatori internazionali la possibilità di conoscere i vini italiani direttamente nel territorio d’origine. Primo tra gli appuntamenti di Opera Wine sarà il grand tasting Finest italian wines: 100 great producers organizzato insieme alla bibbia del vino mondiale, la rivista americana Wine Spectator (3 milioni di lettori) che ha quasi completato la lista dei produttori italiani Top 100 presenti il marzo all’evento veronese, alla vigilia di Vinitaly (dal 25 al 28marzo). Nella lista figurano eccellenze come Antinori, Ca’ del Bosco, Castello Bauli, Donna- fugata, Duca di Salaparuta, Ferrari Flli Lunelli, Gaja, Marchesi de’ Frescobaldi, Masi, Santa Margherita, Tenuta dell’Ornellaia, Zonin e altri. La presenza di Bruce Sanderson, senior editor di Wine Spectator, ha calamitato la partecipazione diretta di decine di produttori segnalati nei Top 100. “L’Italia - ha spiegato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello - è il primo esportatore negli Usa: 80milioni di euro. E nei primi otto mesi del 2onle vendite negli Stati Uniti sono cresciute del 18% in valore”. L’immagine dell’Italia avrà effetti negativi su Vinitaly 2012? “No - garantisce Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere - A oggi le prenotazioni degli espositori sono già arrivate a 4mila, come l’anno scorso. La forza globale di Vinitaly è tanto forte da far dimenticare anche alcuni errori commessi da qualche produttore italiano”. Francesco Zonin si sofferma invece “sui danni d’immagine e sulle incertezze generate dai problemi dell’Italia sul nostro lavoro: non possiamo fare altro che andare avanti. Guadagnamo quote su tutti i mercati ed è un peccato che ci sia scarsa disponibilità di vino, mancano anche le scorte. E infatti i prezzi sono schizzati: per esempio il Pinot grigio è quasi raddoppiato”.

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