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Il Sole 24 Ore

La fiera ora volta pagina ... Viesti: affari al posto di famiglie e politici a passeggio nei viali ... “No, non può essere più quella che è stata finora. La Fiera del Levante deve cambiare strategia perché sono cambiati i tempi”. Gianfranco Viesti, economista barese, dalla fine dello scorso mese di marzo, dopo molti tentennamenti, è diventato presidente dell’Ente Fiera del Levante. Per convincerlo ad accettare, si era esposto in prima persona il Governatore della Puglia, Nichi Vendola. Del resto, la situazione economica che ha ereditato è pessima: perdita di 4 milioni nell’esercizio 2010 ridotti a un milione di perdita stimato per il bilancio 20il. Perdite che comunque sono il frutto del calo di visitatori: dai 350mila del 2006 (100mila biglietti omaggio e gli altri a pagamento) ai 270 mila del 2010 (di cui 100mila tagliandi gratuiti) fino ai 180mila del 2011 (120mila biglietti e 60 mila ingressi gratuiti in tre pomeriggi). L’ultima domenica 40mila ingressi contro i 75mila del 2010. E, rispetto allo scorso anno, si è registrato un calo di espositori del 6%: da 698 a 654.
Gli obiettivi strategici per dare nuova linfa alla fiera barese sono tre e li riassume l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli: “La Fiera coniugherà la sua tradizionale vocazione espositiva ad attività di grande spessore, diventando così un polmone propulsivo delle diverse economie del territorio. La riqualificazione del quartiere, poi, consentirà all’Ente divi- vere per 365 giorni all’anno. In questo modo agroalimentare, cultura, turismo e innovazione potranno essere concentrati in modo intelligente e originale anche in Fiera oltre che nel resto della città”. “A settembre 2012 ci sarà la 76esima Fiera del Levante. Non sarà più una Campionaria internazionale - dice Viesti - ma una campionaria su alcuni settori strategici e la più internazionale possibile. Penso a un’esposizione che sia vetrina della qualità e vada oltre la classica passeggiata”. In effetti, migliaia di baresi e pugliesi, soprattutto della provincia, partecipavano in massa all’appuntamento di settembre. Vere e proprie gite fuori porta per famiglie che intasavano i molti viali del quartiere fieristico. E poi, tanti politici a passeggiare, tanto per darsi visibilità. Ma affari quasi zero.
Adesso, per dirla alla Viesti, “si volta pagina”. “Lavoreremo con la Camera di Commercio e le rappresentanze di imprenditori per studiare il nuovo format. Auspico, poi, un’inaugurazione meno paludata e aperta ai cittadini. Anche ad aprile2012 ci sarà una fiera da noi organizzata, che non si chiamerà più Expolevante e sarà più piccola rispetto al passato. Per entrambe le rassegne sarà previsto un biglietto a prezzi ragionevoli. La Fiera vivrà 365 giorni all’anno e continuerà a essere l’orgoglio nostro e dei cittadini baresi. Però, occorre valorizzare l’esistente: ne beneficeranno la città e l’intera regione”.
Del resto, le strategie del piano triennale 2012-2014, approvate dal cda, parlano chiaro. Nell’immediato futuro si punterà sempre di più sulle fiere (“che fanno vivere l’Ente e girare l’economia”), sull’insediamento permanente di attività economiche (“al Cineporto e agli studi di Telenorba si aggiungeranno presto The Hub Bari, un’azienda di supporto per giovani imprenditori, e gli uffici di Puglia Sounds, il programma della Regione per lo sviluppo del sistema musicale”) e sui congressi. A tal proposito, grazie all’alleanza con la Regione, che finanzia gli interventi di ristrutturazione, e con il Politecnico di Bari, che rafforza la sua missione di servizio al territorio, il nuovo padiglione e il piano terra del Palazzo delle Nazioni saranno riconvertiti (il primo entro l’estate, il secondo entro la fine del 2012) per accogliere non solo manifestazioni ma anche convegni.
“Il centro congressi da 3mila posti sottolinea Viesti - sarà presto una realtà con importanti ricadute economiche ed positivi sulla promozione turistica”. Quello dei centro congressi è un’operazione che ha un posto di rilievo nell’idea di nuova fiera che ha in testa Viesti. La regione ha finanziato con6 milioni di euro l’adattamento del padiglione espositivo, dove si terranno i congressi, ma dove l2mila persone potranno assistere a spettacoli divario genere. Accanto a questo ci saranno delle sale mobili in grado di ospitare fino a 1.600 persone. Insomma, un piccola - grande rivoluzione per dare slancio ad un quartiere fieristico che per decenni è stato il fiore all’occhiello della città.
Oggi, come si diceva, una parte consistente della fiera sarà utilizzata in maniera permanente dalle imprese. C’è stato un bando cui hanno risposto in 60 aziende e fra queste Eataly, di Oscar Farinetti, che per 300mila euro l’anno più una percentuali sugli incassi sbarcherà alla Fiera del Levante, facendo, si spera, da apripista a tanti altri imprenditori-espositori.

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