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Il Sole 24 Ore

Vino,tensione tra industria e coop ... Una “guerra dei trenta giorni” agita il settore del vino italiano. A scatenare le polemiche è l’articolo 62 del decreto legge 1/2012 meglio noto come decreto sviluppo (entrato in vigore lo scorso 26 gennaio ma in via di conversione in Parlamento). L’articolo dispone infatti il ricorso alla forma scritta per i contratti di cessione delle merci alle imprese e - soprattutto - fissa tempi stretti e inderogabili per il pagamento dei fornitori: 30 giorni nel caso delle merci deperibili (e nella categoria rientrano le uve destinate a diventare vino) che possono salire a 60 giorni per quelle invece non deperibili. Il tutto è poi completato da un sistema di dure sanzioni nel caso in cui i tempi non vengano rispettati. Queste prescrizioni però non si applicano alle vendite dirette al consumatore finale e alle imprese cooperative per le quali non si parla di vera e propria “cessione” delle uve da parte dei soci ma di “conferimento”. In questi casi non è necessario ricorrere né alla forma scritta dei contratti né tantomeno rispettare i tassativi tempi di pagamento previsti invece per i rapporti fra privati. Ad accendere le polemiche nel settore del vino è proprio l’esenzione dalle nuove regole di cooperative e cantine sociali che, rappresentano circa il 50% della produzione italiana divino. “In questo modo - ha spiegato il direttore della Federvini, Ottavio Cagiano de Azevedo - si rischia di creare una pesante discriminazione all’interno del settore vitivinicolo a favore della cooperative che non sono una nicchia di mercato ma rappresentano il 50% della produzione”. Dal mondo delle cooperative respingono le accuse al mittente. “Attendiamo ora di vedere la stesura definitiva del decreto - ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative, Maurizio Gardini -. Mi limito a osservare che c’è una legislazione cooperativa che non può essere modificata da un decreto. E poi rivolgo una domanda all’industria, che sempre più spesso solleva perplessità su eventuali disparità di trattamento: se ci sono regole sia sotto il profilo dei conferimenti sia sotto quello fiscale così favorevoli al mondo delle coop, perché non fondano cooperative anche loro?”.

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