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Il Sole 24 Ore

La Urciuolo entra nel Polo Campari ... Una piccola azienda irpina entra a far parte del Polo Vini del Gruppo Campari: la Fratelli Urciuolo di Forino, in provincia di Avellino, cantina nata nel 1996 nelle vicinanze del Monte Faliesi. L’azienda, con soli sette dipendenti fissi (e una decina di stagionali), vigneti che si estendono per 25 ettari e un fatturato 2011 di 800mila euro, ha siglato un accordo commerciale con il gruppo Campari, per la fornitura in esclusiva mondiale fino a 550mila bottiglie all’anno di Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Aglianico, Falanghina e Taurasi. L’accordo avrà durata quinquennale e un valore di 4 milioni. “Il Polo Vini del Gruppo Campari ha creduto in noi e nella nostra capacità di sviluppo: un riconoscimento importante per una piccola realtà come la nostra. Campari ha saputo di noi grazie al passaparola e, dopo aver visitato più volte vigna e cantina e dopo aver de- gustato il vino, ha scelto i nostri prodotti”, racconta Antonello Urciuolo, amministratore insieme al fratello Giro della Fratelli Urciuolo snc. Figli di un venditore divini e di paletti per vigne, i due fratelli Urciuolo dopo il diploma decidono di produrre vino. L’impresa cresce a piccolissimi passi. Ottiene i tre bicchieri del Gambero Rosso per tre anni, arriva a produrre nel 2011 100mila bottiglie. Poi arriva Campari. Gli assaggi e le visite, infine il verdetto. E la Urciuolo svolta.
“Il gruppo Italiano famoso nel mondo aveva intenzione di arricchire la propria gamma aggiungendo vini campani che sono richiesti in Europa - aggiunge l’imprenditore irpino - piuttosto che rivolgersi ai big si è preferito cercare tra aziende piccole con prodotti di qualità”. A partire da quest’anno l’azienda dovrà fornire, secondo contratto, 150mila bottiglie e dovrà incrementale di altre cento anno dopo anno. Uno sforzo non da poco, sopratutto per l’approvvigionamento di materia prima, e perle attrezzature della cantina. A questo scopo l’azienda aveva già varato un piano di investimenti da 600 mila euro ottenendo (sulla carta) un finanziamento a valere sul Psr 2007-2013. Dopo la prima tranche di 100mila euro non è arrivato altro. In attesa, la piccola impresa, si è rivolta alle banche, ma anche qui non ha trovato facile attenzione. “Dopo una lunga gestazione il finanziamento bancario alla fine è arrivato - dice Urciuolo - ma solo dopo aver dato a garanzia l’intera struttura aziendale che, in verità, vale di più”.

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