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Il Sole 24 Ore

Cavit acquisisce la tedesca Kessler ... La cantina trentina realizza la sua prima operazione oltre confine con un marchio storico ... Imprese italiane non solo prede ma anche predatrici. Cavit diventa più internazionale e definisce la sua prima acquisizione nel mercato europeo più ricco, la Germania. La cantina trentina ha rilevato la società spumantistica Kessler, marchio storico del mercato tedesco. Il deal riguarda l’acquisizione della quota di maggioranza, il 50,1%. La società del Baden Wùrttemberg produce un milione di bottiglie di spumante con fatturato di cinque milioni. Quali le ragioni dell’operazione? “Abbiamo una produzione di uve chardonnay per la spumantistica - commenta Enrico Zanoni dg di Cavit - che i nostri produttori utilizzeranno volentieri anche con Kessler. Gli spumanti sono strategici per Cavit e i consumi divini spumante nel mondo sono in costante crescita sia a volume che a valore. Peraltro il successo del Muller di Cavit e della linea Altemasi confermano il know how della cantina”. Ci saranno cambiamenti rilevanti? “Kessler continuerà a focalizzarsi sullo spumante - sottolinea Zanoni - e Cavit ad avvalersi di un importatore in Germania”. Kessler è nata nel 1826 ed è stata un’azienda familiare per sei generazioni, fino al 2004, anno in cui una cordata di investitori l’ha rilevata per rilanciarne il brand. L’acquisizione è avvenuta tramite un aumento di capitale “e questo conferma che intendiamo sviluppare l’azienda” aggiunge il top manager. Cavit presiederà il cda della società tedesca mentre la gestione operativa resterà affidata al management in carica. La Germania è un mercato fondamentale per la spumantistica: rappresenta il 22% del consumo mondiale e con una forte predilezione per il prodotto nazionale, anche se realizzato con Vini base esteri. “In Germania - dice Zanoni - si consumano 450 milioni di bottiglie di spumante. E un mercato price sensitive ma ci sono nicchie premium. Con Kessler abbiamo trovato la cantina giusta, dalle dimensioni gestibili”.
Cavit rappresenta il 60% della produzione vitivinicola trentina e Conta il cantine cooperative. Nell’esercizio appena concluso (chiude in maggio) i ricavi sono stati di ‘53 milioni, in linea con l’anno primi “Abbiamo privilegiato - conclude Zanoni - la redditività rispetto all’aumento. Come? Riducendo le promozioni”. “L’acquisizione di Kessler - interviene Adriano Orsi, presidente della cooperativa trentina - è stata colta grazie alla nostra solidità finanziaria”. Dal bilancio 2011/12 emerge che la società dispone di una patrimonio di una cinquantina di milioni e che la posizione finanziaria netta è di-23 milioni.

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