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Il Sole 24 Ore

Allarme per le bottiglie di alta gamma false ... Prevista una crescita della domanda dell’11% entro il 2017 ma aumenta la contraffazione... Occhio ai traffici illeciti. Se le vendite di vino in Cina cresceranno dell’11% entro il 2017, come sostiene il direttore esecutivo dell’Hong Kong Trade development council, l’altra faccia (triste) di questo boom in atto è il mercato parallelo di prodotti falsificati o contraffatti o, ancora, spediti in mainland China di contrabbando. Proprio così, nottetempo, di contrabbando, grazie all’amico che deve passare la frontiera di Hong Kong; tanto chi controlla il fiume di macchine al casello in dogana? Spalloni veri e propri portano con i mezzi più vari e fantasiosi casse di bottiglie, meglio se pregiate, in macchina o in valigia e le portano con sé oltrefrontiera. Da Hong Kong, che è un territorio tax free, le bottiglie si spostano, via Shenzhen, in mainland China, dove vengono vendute al tavolo del ristorante, ‘nelle enoteche che crescono come i funghi, negli alberghi, anche fino al 50% in meno di quanto non sarebbe successo per vie diciamo così legali. In altri casi, lo sconto scende al 20%, ma è chiaro che bisogna remunerare la catena organizzativa che permette questi giri molto difficili da monitorare lungo il confine che separa Hong Kong dal resto del territorio cinese. “Il fenomeno è in crescita - dice Mila Dorosh, sales manager di Asc Fine wines, un gigante dell’import di vini stranieri in Cina - e purtroppo non possiamo farci molto. Gli effetti però sulla distribuzione di vino di qualità sono perfino più gravi di quello che succederebbe nel caso in cui la Cina imponesse dazi all’import sui prodotti stranieri. Perché il contrabbando che si è creato, purtroppo, è destinato a crescere e a danneggiare tutti i prodotti di qualità anche indipendentemente dall’area di provenienza”. Serve un patto tra tutti i produttori per evitare di stroncare sul nascere il mercato cinese. C’è chi inizia a difendere le proprie importazioni con sistemi e sigilli più sicuri per evitare strane manovre. “Il mio importatore - dice Laura Collobiano, della lucchese Tenuta di Valgiano, che produce vino biodinamico particolarmente pregiato per il circuito dei vini organici molto apprezzati in Cina - ormai applica alle spedizioni dei sigilli particolari proprio per evitare sorprese”. C’è poi il problema, altrettanto serio, del vino falso che circo- la in bottiglie originali. Esiste infatti un mercato di bottiglie etichettate, vendute per essere riempite divino prodotto localmente. Un traffico che, per forza di cose, presuppone una sorta di connivenza con le aree di produzione, evidentemente. Interi pallet di bottiglie vuote che vengono spedite in Cina per essere poi piazzate a ristoranti e alberghi come fossero veri. Vero o falso, pare che un terzo del Lafitte venduto in Cina appartenga a questo vino del terzo tipo.

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