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Il Sole 24 Ore

Difesa a ostacoli per il Prosecco ...Le bollicine italiane minacciate dalle imitazioni di altri Paesi ... Che il consumatore cinese debba essere protetto da prodotti scadenti d’importazione o confezionati sul posto lo conferma la vicenda del Pro- secco in Cina. Piace, si sta facendo largo in un pubblico giovane, ma il futuro è incerto. “Qui non ci sono bottiglie di Prosecco “made in China”, il problema è che nel mercato cinese si commercializzano vini chiamati “Prosecco” che in realtà non hanno nulla in comune con l’originale Prosecco DOC “made in Italy. Il consumatore cinese può acquistare, per esempio, un Prosecco prodotto in Australia” spiega Andrea Bettinelli del Centro ricerche consorzio Prosecco. Uno degli obiettivi principali del Consorzio di tutela della Doc Prosecco è proprio quello di salvaguardare il consumatore finale da tutti questi prodotti che cercano di imitare o copiare il nostro. I vini a “DOC Prosecco” sono sottoposti ad un disciplinare di produzione e soprattutto a dei controlli lungo tutte le fasi produttive (vigneto, cantina ed imbottigliamento), solo quando il vino passa tutti questi controlli può essere chiamato Prosecco, e questo viene certificato dal Contrassegno di Stato posto su ogni bottiglia. “La protezione delle indicazioni geografiche in Cina e la denominazione di origine controllata Prosecco si basano su normative strettissime, ma purtroppo ci sono alcune lacune a causa di normative ancora non emanate. Di conseguenza - sottolinea Luca Giavi del consorzio Prosecco di Treviso - a oggi non è possibile ottenere la registrazione di una IG straniera in Cina. Nonostante tale normativa, alcune IG straniere hanno ottenuto protezione in Cina (Cognac, Champagne, Scotch Whisky) grazie alla cooperazione amministrativa bilaterale fra le autorità nazionali e quelle cinesi; oltre a queste, bisogna dire che nel 2012 è stato portato a termine l’accordo 10 + 10 fra UE e Cina, cominciato nel 2007, che ha portato al riconoscimento in Cina duo denominazioni di prodotti agroalimentari europei: Comté, Grana Padano, Priego de Cordoba, Prosciutto di Parma, Pruneaux D’Agen, Roquefort, Scottish farmed Salmon, Sierra Magma, West Contry Farmhouse Cheddar, White Stilton cheese)”. “Ma ricordiamoci - aggiunge Giavi - che il Prosecco rientra nei wine & spirits. Bisognerebbe darsi da fare. E certo ci stiamo dando da fare per ottenere il riconoscimento della denominazione anche in Cina, per raggiungere il massimo della protezione anche in questo Paese ove i fenomeni lesivi della Denominazione di origine sono molti ma la strada è complicata”. Armando Tschang sta girando la Cina per un tour di conoscenza e degustazione di Chianti e Pro- secco, la settimana scorsa erano a Pechino. “Siamo qui anche per questo - dice - il problema è educare i dealers a chiedere l’assoluta qualità e l’origine certificata. Non è semplice, ma nemmeno impossibile”.

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