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Il Sole 24 Ore

Cina, la fiera del vino ai tedeschi ... Ancora poco presenti gli italiani, ma i volumi aumentano ... Firmato un accordo per realizzare l’anno prossimo la versione orientate di Anuga … Il nome ancora non c’è, ma l’accordo sì. I tedeschi di Anuga, l’esposizione della Fiera di Colonia che si autodefinisce (non senza fondamento) “the world’s leading food fair for the retail trade and the food service and catering market”, la fiera leader al mondo nell’alimentazione, sbarca in Cina, a Pechino, per un evento dedicato al food & wine. Anzi, più wine che food. Dal 26 al 28 novembre 2014 il gioiello della Fiera di Colonia si sposterà nella capitale per una versione cinese di Anuga al Beiijng world food Expo, con - si legge nell’accordo - un’attenzione speciale per il vino. Con questa svolta, anche in Mainland China ci sarà un evento corrispettivo del Wine expo di Hong Kong che si è appena conclusa con successo e con la partecipazione massiccia di una pattuglia di oltre 160 espositori italiani, arrivati con Vinitaly di Veronafiere. Vinitaly, per inciso, sarà a Chengdu, nel centro della Cina, in primavera, in un luogo storico nel commercio dei vini in Cina. L’accordo sul nuovo evento pechinese è stato invece raggiunto in questi giorni nella capitale tra Fiera di Colonia e Camera di Commercio cinese che si occupa, in particolare, di alimenti, wine & spirits. L’intesa ha l’avallo di Caws, l’associazione degli importatori cinesi di wine & spirits certificati dallo stesso Ministero del commercio estero (Mofcom). Nata a novembre scorso, l’associazione degli importatori sta svolgendo; un ruolo notevole nella divulgazione del vino in Cina con roadshow un po’ in tutto il paese. Il che sta contribuendo a divulgare la cultura del vino soprattutto italiano in Cina, manifestazioni alle quali si affiancano anche altri eventi importanti, tra cui degustazioni in grandi alberghi e wine tasting, l’ultimo si è svolto a Pechino nelle sale dell’hotel Peninsula con degustazioni di Chianti e Prosecco di Valdobbiadene. Del resto, lo dicono le stesse statistiche della Camera cinese: le dogane cinesi assistono a un fenomeno eccezionale, da gennaio a settembre 2013 i vini importati sono stati pari a 21.700 ettolitri, più 97% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per un valore di 1,07 miliardi di dollari, più 4,9% sull’anno. Il 2012 è stato un anno eccellente, nonostante la crisi, i volumi sono stati alti, anche se i profitti non altrettanto soddisfacenti, fanno sapere alcuni importatori associati al Caws. Ma il mercato, c’è. E potrà solo crescere con l’aumento della disponibilità economica. Sin d’ora un vino importato ha un costo almeno doppio; prezzo che i cinesi sono disposti a pagare. Regalare vino è un segno di attenzione nei confronti del destinatario. Nemmeno la spada di Damocle del monitoraggio antidumping per i vini europei dovrebbe creare grossi problemi: c’è una classe media per la quale consumare vino d’importazione sta diventando, appunto, uno status symbol, anche in contrapposizione ai classici liquori cinesi considerati ormai per persone di una certa età. Occhio anche a un avvertimento: il Capodanno cinese è vicino e le previsioni possono solo aumentare. Anche le prospettive per i vini italiani di qualità, il cui import cresce al ritmo del 25% annuo. Bisognerà adesso capire cosa potrebbe succedere, invece, agli espositori. Fiere meno appetibili potrebbero essere snobbate a vantaggio di altre. Insomma, la mappa dei luoghi di elezione del vino in Cina potrebbe essere completamente ridisegnata.

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