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Il Sole 24 Ore

Il casale con vigna resiste alla crisi ... A reggere è soprattutto la domanda russa e asiatica per proprietà di alto livello ... Anche in tempo di crisi ci sono alcuni settori che meglio di altri resistono alle avversità. È il caso degli immobili di lusso in generale, e in particolare di quelli legati alle tenute vitivinicole, che in tutto il mondo rappresentano uno dei pochi segmenti che continua a registrare un buon livello di transazioni. “Al momento quella delle tenute vitivinicole è sicuramente la tipologia che ha più successo, sia a livello europeo che internazionale - spiega Riccardo Romolini, titolare della Romolini International real estate agency, affiliata al network Christie’s -. La domanda arriva soprattutto dalla Russia e dall’Asia, si cercano sia proprietà di media grandezza, tra 5 e 10 milioni di euro, che investimenti da 20 e 30 milioni effettuati da grandi gruppi”. La domanda in crescita ha fatto sì che il settore immobiliare della casa d’aste Christie’s abbia lanciato un programma apposito per agevolare i clienti nella vendita e nell’acquisto di tali proprietà. “Abbiamo pensato a questo progetto sperimentale per venire incontro alla crescente richiesta da parte dei nostri clienti di consigli specializzati per l’acquisto di vino e vigne in tutto il mondo” spiega l’ad di Christie’s real estate, Bonnie Sellers, che sottolinea anche come questo sia un campo in cui non è possibile improvvisarsi. Il programma riguarda le zone di produzione dei vini più pregiati: dalla California alla Francia, passando per l’Argentina. Rispetto a prima della crisi il fenomeno sta però assumendo caratteristiche diverse, come sottolinea Romolini: “In certi casi si tratta di una moda per chi vuole cambiare vita e dedicarsi alla campagna, soprattutto per ch viene dal Nord Europa, ma prendono sempre più spazio gli investimenti produttivi: i cinesi ad esempio guardano molto i numeri, considerano la produzione di vino, olio e la possibilità di ottenere rendimenti turistici dalle proprietà, mentre i russi cercano i vini più famosi o piccole produzioni d’eccellenza per importarli”. Proprio la fama dei vini sembra un driver fondamentale nel valorizzare i mercati, anche perché i marchi minori fuori dall’Europa non sono conosciuti e non si riescono a vendere: “Le aree migliori sono Francia e Italia, in particolare Bordeaux, Piemonte e Toscana - continua Romolini - Al momento il Bordeaux ha più successo perché ci sono prezzi più convenienti: già da un milione e mezzo o due si possono infatti trovare belle tenute, mentre in Italia bisogna salire almeno a 3 o 4. milioni. Anche da noi però è un buon momento: la crisi ha fatto abbassare i prezzi e, soprattutto, messo sul mercato oggetti unici, come cantine che hanno fatto la storia del vino”. Nel mondo globale le variabili che influenzano il mercato sono diverse, ad esempio anche l’euro forte ha un suo peso e ha trasformato gli statunitensi da compratori appassionati in venditori: “chi ha comprato 20 anni fa - ricorda Romolini - ha finito un ciclo, i figli non vengono più qui e quindi decidono di vendere ottenendo, complice il cambio favorevole, un ottimo ritorno anche con quotazioni in calo”. È impossibile definire una regola per il prezzo di queste proprietà perché i fattori che lo influenzano si moltiplicano rispetto al- la valutazione di un edificio: bisogna considerare l’estensione dell’appezzamento, liti- podi vino, i premi che ha vinto o l’antichità della tenuta, oltre naturalmente alla location e alla regione. Può essere utile invece analizzare alcuni esempli vicino a Volterra è possibile trovare una tenuta con un casale del XV secolo e 7,5 ettari di terreno con vigne e oliveti inseriti in una riserva di caccia per 4,5 milioni di euro, mentre per un antico mulino a Montepulciano con una produzione di 3.500 bottiglie di Nobile si possono spendere 1,75 milioni. Nella stessa zona si sale a 14,6 milioni di euro per una tenuta con 260 ettari di terreno di cui 26 di vigneto, una villa padronale, la cantina, tre agriturismi e tre case coloniche da restaurare. Nella zona di produzione del Bordeaux, invece, per 3,2 milioni si può acquistare un castello del i800 di mille metri quadrati con 6 ettari di terreno e maneggio, mentre per 2,8 milioni è disponibile un altro castello del ‘500 con i ettari di vigne. Prezzi più contenuti in Portogallo dove una villa con piscina in Alentejo immersa in 5 ettari di vigneto è in vendita per 1,2 milioni di euro, mentre costa 3,5 milioni di euro un’antica cantina di primo livello per la produzione di Porto nella valle del fiume Douro. Oltreoceano le location più ricercate sono la California, con la Napa Valley, e l’Argentina, anche qui i prezzi partono da due milioni e salgono fino a sei a seconda dell’estensione e della qualità della villa principale. La riprova che il mercato è cambiato, concentrandosi sempre più sull’investimento piuttosto che sul puro svago, la si trova nelle descrizioni delle proprietà in vendita, dove sempre più spesso compaiono le stime di produzione e i possibili ricavi e sono indicate le possibilità di destinazione ad agriturismo od organizzazione di eventi nelle proprietà.


Forti rincari in Cile e Argentina ... Si chiamano lifestyle vineyard e sono una moda che si sta diffondendo nel mondo spingendo le quotazioni dei terreni coltivati a vite verso l’alto. Si tratta dell’acquisto di piccoli appezzamenti (circa 5 ettari), dimensione superiore a quelle dell’hobby ma lontana dall’investimento industriale, in grado di garantire vino da vendere nel giro familiare e agli amici. Proprio la diffusione di questo fenomeno, accompagnato dall’acquisto di un immobile da cui gestire l’attività, ha fatto sì che nei primi sei mesi dell’anno a livello globale le quotazioni dei vigneti siano salite in media del 6,8 per cento. A beneficiare del trend sono le zone emergenti. “I prezzi dei vigneti in Argentina, Cile e Nuova Zelanda hanno registrato la crescita maggiore, con la regione di Mendoza in Argentina che ha superato il 25%” spiega Kate Everett-Allen che ha curato il report Global Vineyard index 2013 di Knight Frank. L’appeal sul mercato di queste aree è dato dai prezzi più competitivi, ma il terreno è anche meno sfruttato. Tale offerta, invece, è molto limitata in Europa e ha prezzi più elevati. Iltrend è comunque positivo per le regioni più richieste come La Roja spagnola, Bordeaux in Francia e la Toscana, che è quella dove i prezzi sono saliti maggiormente, quasi del 20 per cento. Lo studio analizza solo il terreno e mostra che i prezzi sono molto variabili: nell’area di Bordeaux si va da l4mila euro all’ettaro fino a più di i, milioni di euro. In Toscana la forbice è tra i 100 e i 150mila euro, mentre in Piemonte e Lombardia si sono toccate quotazioni di 800mila euro per ettaro. Prezzi più contenuti in Spagna, intorno ai 30mila euro, e in Argentina e Australia dove si può arrivare al massimo a 80mila euro. Per il futuro Knight Frank si aspetta che i Paesi emergenti continueranno a crescere più degli altri, grazie ai prezzi minori e alla buona qualità dei vini che si possono ottenere. Per l’Italia e la Francia prevede l’aumento di investitori istituzionali e la progressiva sostituzione dei capitali nord europei con quelli provenienti dall’Asia e dalla Russia.

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