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Il Sole 24 Ore

Vigneti in rete e prodotti innovativi ... La ricerca guiderà i progetti futuri del gruppo Bertani, Può sembrare scontato ma nonio è. In particolare nel mondo del vino, all’interno del quale le scelte sono state spesso guidate più dalla tradizione che dall’innovazione. “Una tendenza che vogliamo invertire - spiega l’ad del Gruppo Bertani Domains, Emilio Pedron - e mettere al centro l’innovazione riteniamo sia la cifra più significativa del nostro riassetto”. Nei giorni scorsi è nato il gruppo Bertani Domains che ha riorganizzato sotto un brand unico tutte le attività vitivinicole ex Tenimenti Angelini che cioè fanno capo al Gruppo farmaceutico. Si tratta delle venete Bertani e Tenuta Novare, della friulana Puiatti, delle toscane Val di Suga (Montalcino), Tre Rose (Montepulciano) e San Leonino (Castellina in Chianti) oltre alla tenuta Collepaglia di lesi (Ancona). In totale circa 350 ettari di vigneti per una produzione di 3 milioni di bottiglie e un giro d’affari di 20 milioni (realizzato per il 60% all’estero). “La novità - aggiunge Pedron - è nel nuovo impulso che vogliamo dare all’innovazione. Fonderemo una academy della quale faranno parte professionalità del settore enologico che ci aiuteranno a sviluppare ogni progetto futuro”. Daremo poco spazio alle “archistar” - aggiunge l’ad - e alle cantine di design, concentrando ogni sforzo sull’innovazione vera”. Innovazione che passa anche dal reinterpretare i prodotti. Per questo fra i primi progetti c’è quello di realizzare un vino nella Valpolicella (Verona) senza ricorrere alla tecnica dell’appassimento “della quale - aggiunge Pedron - forse si è un po’ abusato. Si punta poi a realizzare in Toscana vini da uve 100% Sangiovese, senza ricorrere a percentuali di vitigni internazionali come Cabernet e Merlot. In Friuli, ci siamo posti l’obiettivo di riscoprire un vitigno autoctono come la Ribolla Gialla”.

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